lunedì 30 aprile 2012

Fili

"Perché ti interessa?"

Rispondo alla domanda senza approfondire. Non è importante il "perché".
So perfettamente perché me lo ha chiesto.
Lei non si fida di me, ma soprattutto non si fida del fatto che io possa essere disinteressata... che io possa non avere un doppio fine... che io possa non avere un tornaconto personale.
Quello che lei non capisce è che non deve cercare alcun inganno, non deve cercare alcun raggiro. Deve solo prendere ciò che le do, gratuitamente, perché ci sono poche persone che mi hanno gratis.
In fondo, non può non riconoscere il buono in quello che dico. Le miei idee sono oggettivamente valide, senza stare a perdere tempo nel chiedersi... perché le persegua.
Sono convinta che creda che le abbia parlato di lui per darle una frecciatina, una gomitata immaginaria.
Io le ho parlato di lui solo perché si ricordi sempre che c'è un motivo preciso per cui non la raggirerò. Lui, appunto.
Se analizzo i fatti, oggettivamente e de-personalizzandomi, non posso non notare che la mia esistenza è pesantemente sbilanciata. Mi sembra assurdo che nessuno lo abbia mai notato. Io stessa, però, me ne sono veramente accorta solo quando gli ho inviato quel messaggio ed ho ricevuto la sua risposta.

"Tu ne capisci sicuramente più di me sul lato tecnico... supervisionerai il loro lavoro per conto mio"
"Se non li monto io, non possiamo essere sicuri che non installerano qualcosa che non vogliamo"
"Dipende dagli accordi che riuscirò a prendere. Io mi occupo del lato commerciale, poi passo tutto a te per la parte pratica..."


Sono fili che ci reggono,
fili che ci strangolano
e come ragnatele corrono
fra te e me.

Ci sono infiniti dettagli che ci legano, nonostante tutto. Il fatto che lui sia decisamente il migliore in quello che fa così come io sono decisamente la migliore in quello che faccio. Ed entrambi ne siamo vicendevolmente consapevoli. E per quanto non lavoriamo più assieme, continuiamo ad usare il "plurale". Mi piace sapere che nonostante tutto... nonostante le litigate, le differenze, le vicinanze quando sono state troppo vicine, i ritorni e gli allontanamenti... nonostante tutto, restiamo in contatto.

Sono fili che sostengono
parole in equilibrio instabile,
come tante ballerine tra le nuvole.

Qualcuno potrebbe pensare che il fragile equilibrio tra i membri di questa storia sia un plot da telenovela. Sarebbe troppo semplice. Ci sono implicazioni che riverberano nel Verse. C'è Hall Point, in mezzo, ci sono gli Indipendentisti, in mezzo. C'è il Core nei suoi fragili rapporti con il Border ed il Rim. Ci sono tutti i nostri problemi di comunicazione e tutte le nostre visioni del mondo.

Fili elastici ci uniscono
e più ci allontaniamo più ci attraggono...

Ho una specie di relazione, adesso, con un uomo che mi considera la sua donna. Ed anche lui ha la sua relazione con la donna adatta a lui. E questo, toglie molti fraintendimenti, toglie quella tensione sessuale che infastidiva Mughain. Toglie il desiderio, la gelosia, toglie quello che "lega" le persone. E resta il semplice ed inappuntabile fatto che lui sia persona di cui mi fido ciecamente... e che io sia certa che lui non cerchi il doppio fine in quello che faccio.

Elettroni intorno a un nucleo
s'incrociano soltanto per un attimo
e con un fil di voce si sussurrano qualcosa e poi ripartono.

Vivere vite opposte, in luoghi opposti del Verse. Eppure non l'ho mai sentito così vicino. Quando ho capito che Ryan era il mio "migliore amico", l'ho capito per l'assenza del contatto quotidiano. Ed anche se non ho alcun rapporto quotidiano con lui, ogni singolo istante in cui ci scambiamo una frase, anche il più impersonale dei messaggi, ha la stessa reazione emotiva di una presenza costante.

Fili della tela di Penelope
tessuti e poi disfatti io e te,
distanti come i capi di una corda
che le nostre dita pizzicano
e vibra come un organo
di note silenziose ad ogni battito...

Tic... Tac...
Oscilliamo come un pendolo...
Burattini appesi a fili
che le nostre mani tirano,
che si annodano e a volte sfuggono...
Fili d'erba calpestati che a fatica si rialzano...

Due gradi verso l'alto,
due a sinistra e in mezzo fili troppo tesi,
fili di discorsi persi e poi ripresi
senza mai venirne a capo,
fili rosso cupo che ricamano
indecifrabili messaggi in codice.
Fili che riunisci in trecce che io adoro scioglierti,
che legano i tuoi polsi docili a ricordi semplici.

Fili d'oro tracciano parabole
nel buio dell'estate
dando ai desideri un'anima...
E tu diventi musica,
suoni in metrica,
armonia ipnotica:
stregato da te che sei la mela della favola.

Perduti nello stesso dedalo
facciamo su un gomitolo
ma il filo che inseguiamo
è il medesimo.

Ed è questa la cosa assurda... che alla fin fine, pur seguendo strade diverse... ad un certo punto convergiamo verso un unico obiettivo.
Un obiettivo che adesso, adesso che sono tornata a vivere nel Core, vedo benissimo. Un obiettivo chiaro, l'obiettivo che Jack non capisce... ma che è dannatamente simile al loro. Identico e differente.

E un giorno taglieremo insieme il filo del traguardo
e resteremo finalmente
senza fili tra di noi...
Guinzagli d'aquiloni insofferenti che strattonano
per liberarsi e perdersi
e rincorrersi nel vento...

giovedì 26 aprile 2012

Sensi

Olfatto.
Non posso fare a meno di pensare al mio odore scelto per altre persone. Lei, prima, con la mia piena fiducia. Lui, dopo, con la sua piena fiducia.
Ma soprattutto lui, perché lui non c'è più.
Ed anche se è giusto che lui non ci sia più, lui è il ricordo più forte che potrò mai assimilare ad un odore, soprattutto se è il mio.
Penso a lui sempre meno, ogni giorno meno. Eppure è una figura inalienabile.

Gusto.
Credo che sia strano. Il mio primo pensiero va a lei, al suo regalo di Natale, ai nostri viaggi, alla sua innocenza sporca. Poi penso ad un'altar persona, ad un momento particolare ed assurdo della mia vita, ai suoi occhi ed a quelli di molte altre persone.
"Credo lei avverta una similitudine con le api, miss Winter"
"Sì, dottor Blackbourne, ma non come crede lei"

Non avverto la mancanza di Blackbourne, ma quella di Summer. Così come non avverto l'assenza di Terezia, ma quella di Ryan.
E se il sapore del miele mi è dolce come mi era dolce la compagnia di Summer, non posso non pensare alle api ed a tutto ciò che Blackbourne mi ha spiegato. L'Ape Regina cambia, ma l'alveare continua a lavorare.
Perché è Giusto che sia così.
Voglio chiedere a Brent se posso comprare un'arnia, per la piantagione.

Udito.
Sto ancora pensando non ai sensi, ma ai ricordi ad essi legati. Il suono lievissimo che si manifesta solo nella mia mente è piacevole, per un attimo, finché non giunge il ricordo anche per esso... il volto anche per esso. Un volto grigio, un sorriso ruvido. Un fremito di rabbia, che oramai il tempo ha fatto maturare in un placido odio.
Quell'attimo alla stazione dei treni. Quella scoperta alla piazza del mercato. Ero a Greenfield, mentre nasceva il mio odio che ancora non era tale. A quei tempi era smarrimento, abbandono. Debolezza.
Il suono che più amo è legato all'uomo ed alla sensazione che più odio.

Tatto.
Adesso, a mente fredda, è tutto estremamente chiaro, logico, lampante. Sulla linea di quel ricordo uditivo, nella consapevolezza dell'abbandono, l'unica sensazione tattile che avrei mai potuto trovare piacevole era quella e quella soltanto, legata alla mia reazione ed alla mia forza, alla fiducia. Quella Vera.
Uno strano percorso. Dall'amicizia dell'olfatto, ma sempre calibrata, allo squilibrio dell'affetto provato per il Gusto, alla delusione dell'assenza nell'udito. Ed in contrapposizione la presenza unica della mia vita. L'unica persona che non mi ha mai lasciata sola. E' tutto estremamente logico da un punto di vista comportamentale.
Eppure al momento, quando ho sentito quella sensazione oleosa tra le mani, le dita scivolare su una macchia di grasso, non ho capito subito perché quella potesse essere la mia esperienza tattile preferita.

Vista.

Un sorriso. Ci sono altre persone in ciò che vedo, altri colori. Ma la cosa importante di questo momento è un solo sorriso, una sola persona.
"Eri tu la regina della festa"
"Solo sulla carta. Quello che volevo si percepisse, sotto le apparenze, era che il centro di quella serata... eri tu"

E' stato forse il momento più sereno della mia vita recente. Non che non pensassi al lavoro. Non che non vi fossero problemi e sfide dietro la porta ad attenderci, ma... ma è stato il momento in cui lui ed io abbiamo attraversato la strada assieme.
Serenamente.
Anche questa è una logica conseguenza psicologica: dopo lo stupore per il percorso sensoriale tattile, non poteva che essere inconsciamente richiamata dalla mia mente l'immagine e la sensazione più simile al concetto canonico di "pace". Ed anche in questo caso... la mia pace ha un nome ed un cognome. Oltre che un sorriso. Un adorabile sorriso affilato, tanto simile al mio.

Un percorso interessante.

Torno su Hall Point con Brent. Mi offre un passaggio su una sua navetta. Salgo sull'Evolution conoscendolo estremamente meglio di lui.
Le mie condizioni sono semplici.
Voglio un alloggio ad Hall Point, nell'area degli ospiti, perché adesso sono un ospite. Voglio il conto aperto in entrambi i locali, perché odio girare con del volgare denaro in tasca, ma senza sconti nel pagamento a fine mese.
Accordi lavorativi, accordi semplici.
E' l'altro accordo che richiede del tempo.
Giuro che c'è stato un attimo, quando ha detto che lo avrebbe fatto uccidere, in cui ho pensato che l'avrebbe veramente potuto fare. Solo per un attimo.
Non pensavo si sarebbe arrabbiato così tanto, ma non avevo inizialmente compreso perché si fosse arrabbiato.
Si è arrabbiato perché si sente arrivato secondo.
Perché non vuole essere il numero "due" di nessuna storia, di nessuna vita, di nessun ambito.
Lo stimo per questo. Lo comprendo, lo apprezzo. E' un lato di lui che lo rende perfetto per essere ciò che è.
Non posso che percepire un retrogusto amaro nel rendermi conto che io continuo ad essere per lui una sfida che vuole e deve vincere. E' quella sua sfumatura di possessività che trattiene estremamente bene, finché non restiamo soli... ora la compredo: è l'istinto del dichiarare a se stesso il suo successo.
Gli ho fatto un'offerta, gli ho proposto un affare. E' quello che so fare meglio. Una offerta All Inclusive senza opzioni di personalizzazione.
Perché Donna Winter è Donna Winter, con ogni sua singola lettera, intonazione, sfumatura. Con ogni suo singolo pensiero ed azione. Con ogni sua vissuto, reazione, ricordo, storia. Con ogni suo volto. Con ogni sua priorità. Con ogni suo Senso.
E Donna Winter non cambia per niente e per nessuno.
Prendere o Lasciare.

lunedì 23 aprile 2012

You can't take the sky from Me

"Lo so che sei brava ad uscire dai guai, ma sei altrettanto brava a ficcartici"
"Sono i guai che cercano me per avere un avversario degno di loro"


Ammetto di aver scelto Greenfield perché è un posto tranquillo. Perché è una atmosfera rilassante e mi piace l'odore dell'aria su questo pianeta. Ho sentito l'odore di molti pianeti, e questo è quello che mi piace di più.
Logisticamente, è lungo molte tratte da e per Hall Point, inoltre è un luogo che conosco già bene, in cui ho già sufficienti contatti.
Resta il fatto che sono ad Oak Town da... tre giorni?
Sono già stata coinvolta in uno scontro navale, una manifestazione indipendentista e nell'arresto di un fuggitivo. Il tutto mentre quello che tentavo di fare era di fissare un trasloco e di... beh, pagare un debito, diciamo.

Credo Jack si sia risentita per quello che ho detto a quell'uomo al Saloon.
Quando lui ha detto che "Gli unionisti sono assassini" ed io gli ho chiesto perché.
Quando lui ha detto che "un capitano che voleva far carriera ha sparato al suo mercantile" ed il gli ho detto che un capitano è un assassino, ma il fatto che lui lo sia non significa che lo siano tutti.
Credo che Jack non sopporti il mio punto di vista. Ma credo che dovrà imparare che io non lo cambierò certo né per lei, né per altri. Che non tacerò né per lei, né per altri. Che neppure sentirmi il cuore in gola perché quel dannato pazzo con il browncoat sta calandosi sul campanile di una chiesa mi farà cambiare idea.
Eppure è stata una... esperienza educativa. Per me. Una ottima esemplificazione di quello che ho detto a quell'uomo, a Jack, od a chiuqnue altro. Di quello che ho promesso a Scott.
Io non credo nell'ideale indipendentista e non ho perso nessuna guerra. Suppongo non mi interessi minimamente la sorte del terrorismo indipendentista e del governo unionista. Ma guardo in faccia ogni singola persona. Ci sono gli assassini tra gli unionisti, ma ci sono anche tra gli indipendentisti e Jack non venga a dirmi che James non è un assassino.
Ci sono le brave persone tra gli indipendentisti, ma ci sono le brave persone anche tra gli unionisti.
L'identità del singolo è un diritto inalienabile.
E se una bandiera appesa su un campanile non mi significa nulla, vedere Scott rischiare l'osso del collo per collocarla mi fa preoccupare ed agire. Mi fa chiedere a Williams si controllare il perimetro, mi fa valutare la prospettiva dell'orizzonte per valutare la presenza di ronde in blu e mi fa indicare la bandiera a McCorvin solo perché non l'ha vista.
Sono partigiana a modo mio.

Lo sono stata anche su Deadwood.
Miss Leroux non conosce. Sa molte cose, ma non le conosce. Mi parla di Polaris e di Shinjie... ma non ci è mai stata. Non conosce l'odore dell'aria di St. Andrews. Mi dice che su St. Andrews sono costretti a vivere di caccia ed io le rispondo che sono fieri di essere i migliori cacciatori del Verse.
Perhé io li conosco.
Ho percorso tutte le rotte note ed un paio di rotte sconosciute. So muovermi nel ventre di un Evolution come il migliore dei piloti o dei meccanici e conosco la plancia e le cabine di una Wyoming come se fossero i corridoi di Hall Point.
Ho tentato di spiegarle cosa debba essere la Vanguard Foundation se vuole che non sia additata come una minaccia ed una violenza. E sono certa che lei abbia tentato di capire. Eppure, pur parlando la stessa lingua, con la stessa educazione ed origine, c'è stato un attimo, mentre parlavo con Miss Leroux, in cui ho rivisto le mie discussioni con Scott... in cui lei stava interpretando me ed io interpretavo lui.
E mi sono ricordata perfettamente perché sono andata a lavorare su uno Skyplex. Perché la mia visione del mondo devia da quella di Miss Leroux per avvicinarsi a quella di Scott, ma non è mai così vicina a quella di Scott da non vedere chiaramente quella di Miss Leroux.
Vivrò su Horyzon. In una casa adatta a me. Ho chiesto uno spazio aperto. Avrò una terrazza con sopra il cielo di Capital City. Eppure, non mi basta.
L'idea di chiudermi su un piccolo pianeta mi fa sentire prigioniera. Per questo ho fissato la famosa cena in sospeso con Neville.
Per fuggire. Per ricordargli che mi deve del denaro ed un pezzo d'anima e che me li ripagherà facendomi volare ogni volta che mi occorrerà, per ogni singolo viaggio di cui avrò bisogno.
Nessuno potrà mai chiudermi in un piccolo, limitano pianeta, per quanto splendente esso sia. Per quanto mi sia caro. Io non appartengo a Capital City, né ad Horyzon, né al Core.
Quasi tanto quanto non appartengo ad Oak Town, né a Greenfield, né al Border.

Take my love, take my land
Take me where I cannot stand
I don't care, I'm still free
You can't take the sky from me.

Mi hanno odiata tutti, mi hanno amata tutti. Perché io non appartengo a nessuno di loro, perché io sono qualcosa di diverso. Mi vedono come "quella che non si schiera". Ryan me lo ripeteva troppo spesso.
Non è vero. Io mi sono solo schierata per un potere diverso, un per fine diverso da quello che vedono loro. Per questo, non faccio parte né degli uni né degli altri... ma non mi sento "sola"

Take me out to the black
Tell them I ain't comin' back
Burn the land and boil the sea
You can't take the sky from me.

Ho lasciato lo Skyplex, l'unico posto dove potevo restare salda sui miei piedi, senza toccare i loro. Adesso, sono soggetta alle leggi degli Altri. Non ho più il Mio Regno di metallo. Ma se alzo gli occhi verso il cielo, ovunque io sia, so che Hall Point è lassù. Ed io sono Ovunque.

Leave the men where they lay
They'll never see another day
Lost my soul, lost my dream
You can't take the sky from me.

Mi hanno detto che non ho una coscenza, né un'anima. Che non seppellisco i morti. Non è vero, ma non mi importa che loro lo sappiano. I morti hanno già parlato, hanno detto ciò che dovevano dire. Rimpiangere i morti è disonorarli. Ed io li onoro pensando ai vivi. Non ho mai guardato il passato di nessuno, non mi sono mai interessata della vita di nessuno. Se sei vivo e sai fare il tuo lavoro, su uno Skyplex puoi trovare tutto ciò che vuoi. Ed anche se non sono più uno Skyplex, ho imparato quanto di buono può esserci nelle persone più impensate. C'è gente del Rim che vale mille Corers. Ci sono Corers più letali di mille Rimmers...

I feel the black reaching out
I hear its song without a doubt
I still hear and I still see
That you can't take the sky from me.

Ho un Capitano di una mia mezza nave. Ho conoscenze da far impallidire navigatori che si credono esperti. Non ho bisogno di volare, oggi, ma so che potrò farlo se vorrò farlo domani. Sono Libera di raggiungere ogni angolo del Verse.

Lost my love, lost my land
Lost the last place I could stand
There's no place I can be
Since I've found Serenity

Io sono Donna Winter. Su Hall Point, su Greenfield, su Horyzon. Cambiano i pianeti e le terre sotto i miei piedi. Ma io Resto.

And you can't take the sky from me.

"E lei a chi donerà i suoi capelli, Miss Winter?"
"Credo che li donerò al Verse, Miss Leroux, nei tempi e nei modi in cui ne necessiterà"

sabato 21 aprile 2012

Dio mi è Testimone

"Lo avrei fatto e Dio mi è testimone. Ma avevo un morto da seppellire"

Analizzo questa frase.
Buck Blackbourne è stato sepolto il 03/04/2514. Oggi è il 20/04/2514.
Presupponendo due giorni per espletare le formalità burocratiche del rito funebre ai fini legali, è  plausibile che le formalità si siano concluse in data 05/04/2514.
Restano 15 giorni, inclusi dal 06/04 al 20/04 incluso, data l'ora.
In Quindici Giorni, Miss Wilson ha avuto il tempo di aiutare i Phantom Contractors a ritrovare i quadri della Shouye, di prende accordi economici con Miss Adams per la tournee artistica di Miss Li, dia ssumere Jack Rooster e Silas Lancaster... ma non ha trovato il tempo di chiedere ad un singolo membro di Hall Point cosa sia successo veramente.
Ha aspettato che io comparissi al Ranch per altri motivi, di offrirmi una tisana in terrazza e poi... poi ha approfittato per chiederlo.
Buck Blackbourne, invece, è venuto a cercarmi. A cercare Me. Ha detto a McCarty che voleva chiarire le cose. Ed una delle ultime farsi che gli ho detto è stata "Vuoi qualcosa da bere, mentre ne parliamo?". Parlare.
Raccogliere dati e poi elaborare tesi.
Sto sbagliando. Sono caduta nelle valutazioni soggettive. Devo ricalibrare il calcolo.
Il Ranch consta di centiaia di lavoratori. Moltiplicando i quindici giorni per una stima per difetto di 50 braccianti fidati - escludendo i manovali stagionali - otteniamo 750 giorni, pari a 18000 ore.
In 18.000 ore, nessuno ha trovato il tempo di venire a chiedere spiegazioni. Se credessi nel Dio di Miss Wilson, suppongo che Egli sarebbe testimone anche di questo.

"Non ti ho mai negato risposte, Jack. Sei tu che non mi fai domande"

La questione è identica e speculare. Io non ho mai nascosto niente. A nessuno. Ma non dissemino e spargo conoscenza, dati, fatti, senza motivo. Se il motivo è che mi è stato chiesto, resta comuqnue un motivo.
Se Miss Wilson si aspetta che io scoppi dalla voglia di confessare chissà quale crimine, se come dice lei Hall Point od io abbiamo un peso... non sono responsabile delle sue aspettative.
A chiunque chieda, a chiunque abbia chiesto, io ho sempre dato le risposte. Non ho mai negato nulla a nessuno. E sarò sempre qui, per chiunque voglia chiedere qualuqnue cosa.
Io Sono Donna Winter.
Non ho una coscenza che urli o chieda riscatto. Non rimpiango nessuna mia mossa e non provo pesantezza per nessuna mia azione. Nessuna. Io ho sempre compiuto ogni scelta in maniera obiettivamente giusta, in base alla mia soggettiva valutazione della situazione.
E se credessi in Dio... di questo Dio mi sarebbe testimone.
E non solo lui.

venerdì 20 aprile 2012

Last & First

Il mio ultimo ricordo di Hall Point sarà un cena tra persone diverse, di estrazioni diverse, sedute attorno ad un tavolo a mangiare lo stesso cibo.
Le frecciatine di Ritter, il perfetto contegno di Evah, la schiettezza di Electra, l'adattarsi di Sterling, la confidenza di Brent.
Era lui il festeggiato, non io. Credo nessuno lo abbia compreso sino a fondo, ma il mio scopo non era farglielo comprendere era... farglielo percepire. E credo lo abbiano percepito. La naturalezza del riuscire a stare con lui, dovrebbe aver dichiarato in maniera inequivocabile che non ci sono stati, né ci sono, attriti tra noi. E' stato... un momento leggero. Una illusione di serenità.
Io sistemo il riso sulla tavola, lui prepara il vino nel decanter. Io servo la carne, lui porta il vassoio delle salse. E' la scena che volevo, la sera che volevo.
"Siete a casa nostra. Siete su Hall Point"
Lascio che lui si muova per il mio alloggio come se fosse il suo, che versi da bere, che gestisca la conversazione. Ci sediamo accanto, a tavola. Scherziamo. Mi prende in giro, bonariamente. Lo prendo in giro, benevolmente.
Questa è l'immagine del mio addio che voglio lasciare ad Hall Point.
"Siete a casa nostra. Siete su Hall Point. Voi siete i partecipanti di una cena che io ho cucinato per voi, ma che adesso sarà Brent a gestire. Brent a continuare a portarla in tavola, Brent a portare il vino. Una cena senza il dessert, perché sarà Brent a preparare il dessert: non è il cameriere, ma il nuovo chef"



Il mio primo ricordo della vita senza Hall Point sarà la mia voce che si alza troppo, il mio desiderio di andarmene dalla piantagione. Lasciare i bagagli, prendere la jeep e passare la note al Crazy Horse, come ai vecchi tempi... pur di andarmene di lì.
Le chiavi di un appartamento a Capital City, del suo appartamento. Il regalo adatto ad una squillo di classe. Il regalo adatto a...

"Amo che tu sia diverso da me"
"No, tu ami me. Solo che ancora non lo sai"
"Hai già il cipiglio di un Head"
"Ho avuto una ottima maestra... ed una ottima compagna... Ed ad entrambe non intendo rinunciare adesso"


...tenermi legata a lui?
Ho scelto di trasferirmi a casa sua. Finché non avrò una nuova vita, ho scelto di vivere la transazione tra le pareti di un luogo a lui caro. Un luogo che "ci lega". E la sua reazione è stata... tentare di legarmi ancora di più? Tentare di sovrapporre le nostre vite? Avere una... compagna?
Non riesco a capire la sua mente, adesso. Lui mi chiede spesso cosa voglio da lui. Ma adesso mi scopro io a chiedermi cosa lui voglia da me. Ed a capire che la risposta è: una compagna.
Qualcuno che viva la sua vita con lui. Percepisco chiaramente che lui mi vuole con sé.
Ci sono diverse implicazioni logiche per cui questo suo desiderio è completamente comprensibile. Da un punto di vista completamente obiettivo, non posso negare di essere la migliore scelta che Brent potrebbe mai compiere per la ricerca di una compagna di vita. Conosco circa il 90% dei lati oscuri del suo lavoro e sono affidabile al 100% sulla gestione della riservatezza delle informazioni. Posseggo capacità analitiche ed esperenziali adatte a coordinare la sua vita professionale e personale, ho al comprensione delle dinamiche lavorative che lo coinvolgono abbastanza da poter coordinare una correlazione conviviale e logistica di un rapporto sociale. Sono perfettamente consapevole dei rischi impliciti del suo ruolo, nonché di quelli correlati al relazionarsi con lui.
Eklestone non aveva nessuno su cui vendicarsi per farmi del male, per questo ha colpito me. Ma esisterà sempre un Brooks che vuole uccidere Isabel per far del male a Ryan. Il punto è che io non sono esattamente una damigella da salvare, nonostante quello che la gente potrebbe pensare. Sono una falsa debolezza, per chi mi ha cara.
Ho prestigio, personale. La mia presenza riverbera un senso di mondanità utile a gestire relazioni interpersonali ed interplanetarie.
Secondo ogni singolo punto di vista, io sono una ottima scelta per qualunque uomo di potere che necessiti di una compagna, con un ulteriore vantaggio in termini di efficienza per un qualunque gestore di un qualunque Skyplex, massimizzato per l'Head di Hall Point.
Brent aumenterebbe il suo potere di una percentuale variabile tra il 75 ed il 100 per cento, se diventassimo una coppia agli occhi del Verse.
Eppure... la cosa che mi turba è che lui non ha fatto nessuno di questi calcoli. Nessuno.
Lui si è limitato a chiedermi di essere la sua compagna, perché è quello che vuole.
E la cosa mostruosa è che gli ho detto di "no" perché so che è quello che vuole.
Se mi avesse presentanto un flow chart con i vantaggi della cosa... avrei detto di "sì".

giovedì 19 aprile 2012

The Show is still on

Winter... Donna Winter.
Mi arrivano lettere, messaggi, mi chiedono... cosa farò. Ho ricevuto una offerta di lavoro.
Credo ne riceverò altre.
La Shouye è già stata incaricata di trovarmi un alloggio adatto a me su Horyzon. Capital City.
Gli addetti alla logistica di Hall Point hanno già iniziato la preparazione degli imballaggi dei miei beni, una parte del mio guardaroba è già con me su Greenfield.
Ho già contattato Jack per parlarle del trasporto dei miei beni più preziosi.
Elaboro sul mio deck l'inventario ed il flusso di processo.
Già fatto.
Cosa farò, mi chiedono. Non comprendo l'utilizzo del verbo declinato al tempo futuro.
La domanda è "Cosa sta facendo, miss Winter?"
Sto organizzando un passaggio di consegne che non solo non crei traumi, ma spiani la strada a chi ha preso il mio posto.
Sto organizzando un trasloco che non è un semplice trasferimento mobili: ci sono cose, nella mia vita, che devono uscire da uno Skyplex solo ed esclusivamente con ogni singola precauzione necessaria.
Sto gettando le basi di due progetti che riempiranno le mie giornate e mi stupisco ogni attimo di quanto entrambi i progetti siano completamente legali.
Sto gestendo i miei rapporti personali e quelli sociali, facendo in modo che non vi siano rallentamenti o vuoti nella mia esistenza.
Sto organizzando una cena di congedo dal personale di Hall Point.
Paradossalmente, quest'ultima è la questione più difficile, più aliena alle mie attitudini e conoscenze.
Ho chiesto a Brent di poterlo fare su Hall Point. In modo che nessuno lasci la stazione per troppo tempo.
Elaborerò un piccolo dono per ognuna delle figure che hanno accompagnato la mia esperienza su questa stazione. Ho già una idea, ma devo perfezionarla. Il problema non è il dono.
Il problema è solo coordinare corers e borderers in una unica cena che li unisca. Che faccia capire ad ognuno di loro, che se io stessa ho scelto ognuno di loro, eventuali dissapori o discrepanze tra di loro sono meno importanti del fatto che... sono una squadra.
E' questo l'ultimo compito che devo portare a termine per Hall Point.

mercoledì 18 aprile 2012

Rallentare

La notizia non è ancora pubblica. Questione di giorni, forse ore. Eppure le prime reazioni già mi offrono interessanti riflessioni.

"Godetevela"

Ha la capacità di farmi arrabbiare senza neppure impegnarsi. Una sola parola, poi il suo solito silenzio. Lo avessi davanti, lo prenderei volentieri a schiaffi, a costo di sporcarmi nuovamente le mani di grasso per motori.
Ma il fatto che la sua reazione mi faccia "male" è l'ennesima dimostrazione che quell'uomo appartenga alla mia sfera emotiva più che a quella razionale.
Il fatto che per un istante, un solo istante, io abbia pensato che "è stata colpa sua", forse getta sale sulla freddezza della sua risposta sulla mia pelle. Ma quell'attimo è già passato. Non è colpa sua, né loro. Non lo è mai stata. E' la logica conseguenza delle mie singole scelte ed azioni.
So che non ama Brent. So che Brent non ama lui. Ma sono reazioni istintive e completamente decontestualizzate dal setting della discussione in corso. Se quei due collaborassero... potrebbero conquistare in Verse. Ne sono certa. Eppure si arroccano ognuno nella propria posizione. Rivedo la guerra tra Rim e Core che c'era tempo fa tra me e Scott. Ho urlato così tanto con Scott, che ricordo benissimo come la pensa e che io la penso come Brent. Né io, né Scott, abbiamo cambiato idea. Ma abbiamo imparato, urla dopo urla e silenzi dopo silenzi, che siamo diversi, ma non opposti. E la diversità è utile e potente, se si converge verso uno stesso obiettivo.


"Mi ha dato fiducia in un momento in cui nessuno lo avrebbe fatto"

Non credevo di avere un ruolo ed un senso nella vita di Ritter. Non credevo che, se anche fosse stato, sarebbe stato il tipo da dirmelo. Sbagliavo, ma apprezzo constatare i miei errori.
Ritter è una persona che ho difeso senza altro motivo che la divisa che indossa. Di cui mi sono presa cura perché parte della mia Famiglia, senza sapere mai nulla di lui. Una persona per cui avrei fatto molto, perché era "uno dei miei".
Ritter è il simbolo, per certi versi, di ciò in cui Credo.
Credo che non importa chi sei, ma solo le scelte che compi e le azioni che porti a termine. Non so nulla di lui, non lo conosco, ma lo rispetto.
E mi stupisco nello scoprire che lui pensa qualcosa di molto simile, sebbene più emozionale e personale suppongo. Ma non tutti sono Me.


"Voglio parlarne con te"

E' uguale a Mughain. La stessa verve, lo stesso carattere, la stessa oscurità e trasparenza. Non capisco perché si sia affezionata a me. Non vedo il motivo logico perché Miss Williams si interessi al mio benessere e provi tanta stima nei miei confronti.
Mi ha stupito il suo attaccamento alla mia persona. Sono intimamente certa che se le avessi detto che ero stata licenziata per una manovra arrivista del mio successore, avrebbe addirittura potuto aprire il fuoco. L'ho percepito a pelle. Una lealtà nei miei confronti, non solo verso Hall Point e ciò rappresentavo per lo Skyplex. Inattesa.
Mi ha fatto piacere. Anche se il mio istinto è stato quello di rassicurarla, calmarla e gettare acqua sul fuoco che vedevo nei suoi occhi parlando di Brent.
Lui ha bisogno di persone come lei, come ne avevo io. E lei ha bisogno di una guida come lui per incanalare la sua energia in maniera non distruttiva.


"Scusami se, alla luce di quanto mi hai detto, non faccio salti di gioia. Chi prende il tuo posto?"

Ecco, questa non me la aspettavo. Ma è comprensibilissimo. L'ignoto è variabile istintivamente preoccupante. Non serve aver studiato matematica per rendersi conto che ogni aggiunta di una variabile rende empre più incerto o lontano il risultato.
Jack Rooster mi odia, lo so. Ma mi conosce. Meglio di quanto lei stessa creda. Io sono qualcuno di cui non si fida, ma sono certa che sappia che il fatto di non essere un'amica non mi renda una nemica a prescindere.
La nuova variabile potrebbe essere un amico, un nemico, o nessuno dei due... come lo sono io.
Eppure, non mi aspettavo che me lo dicesse. Probabilmente, lei non si aspettava neppure che io la avvisassi.
Jack Rooster non mi vede come una nemica ed io non la vedo come un'amica. Ma resta tutt'ora una delle poche persone con cui posso parlare apertamente.
In un certo senso, mi ricorda Ryan. Ai tempi in cui Ryan si fidava di me solamente perché avrei potuto distruggerlo e... non lo facevo.


Ancora un giorno, massimo due, poi il passaggio sarà completato. Brent mi ha accordato qualche settimana alla piantagione, su Greenfield. Si è quasi offeso perché gliel'ho chiesto, puntualizzando come sempre che non devo chiedere.
Voglio imparare la cerimonia del thé. Non ho più fretta. Il Verse crede che non ne abbia mai avuta.
Forse, ha ragione il Verse.
Eppure le giornate mi sembrano estremamente più lunghe.