Altre Ventiquattro Ore.
Silenzio.
Il mio cortex non vibra, non suona, non si accende.
Sono andata a trovare il bambino, a giocare con lui. Abbiamo giocato con la "macchinina di Scott".
Non sono brava quanto lui a tenerla in equilibrio sul braccio.
"Sono abituata a non vederti per settimane ed a pensarti intento a scalare campanili chissà dove, ma non a non avere risposta ai miei messaggi"
Il silenzio logora dentro, non crea dati su cui elaborare scenari.
Devo abituarmi al silenzio?
Devo abituarmi a... non avere più nessuno di cui potermi veramente fidare, né nessuno che veramente si fida di me?
Giochiamo con la macchinina, il ragazzino sorride e so che è, in qualche modo, felice. Lo è perché sono qui. Ma io non sarei mai stata qui senza Scott.
Quante guerre devo combattere da sola adesso?
Io che non ho mai fatto la Guerra di cui parlano tutti, ma ho combattuto in innumerevoli battaglie che i libri di storia non ricorderanno.
Non so cosa fare con Jack.
Non so se sputarle addosso tutto quello che ho fatto per loro con lui o se tacere e lasciar perdere. Non ho bisogno della sua approvazione, né del suo rispetto.
Ma ho bisogno del suo aiuto. Perché posso accettare di combattere le mie guerre senza Scott.
Ma non accetterò di combattere le guerre dei Dust Devils senza Scott.
A meno che i Dust Devils non le combattano con me.
Provo a far scorrere la macchinina sul braccio. Cade. Non sono capace.
"Credo questa volta di avere a che fare con qualcosa di più grande di me. Oltre la mia portata"
"Anche noi abbiamo dei limiti, Scott. Questa è solo la prima volta che abbiamo lo stesso limite, perché quando i nostri limiti sono diversi, siamo invincibili"
Sono più debole senza Scott.
E, per quanto non lo ammetterà mai, lo è anche Jack. Lo è anche Sterling. E quella bionda che non mi sopporta.
Raccolgo la macchinina da terra. Rinuncio a farla scorreresul braccio. Gioco con la macchinina di Scott, ma in un altro modo. A modo mio.
Ora so cosa devo fare.
Silenzio.
Il mio cortex non vibra, non suona, non si accende.
Sono andata a trovare il bambino, a giocare con lui. Abbiamo giocato con la "macchinina di Scott".
Non sono brava quanto lui a tenerla in equilibrio sul braccio.
"Sono abituata a non vederti per settimane ed a pensarti intento a scalare campanili chissà dove, ma non a non avere risposta ai miei messaggi"
Il silenzio logora dentro, non crea dati su cui elaborare scenari.
Devo abituarmi al silenzio?
Devo abituarmi a... non avere più nessuno di cui potermi veramente fidare, né nessuno che veramente si fida di me?
Giochiamo con la macchinina, il ragazzino sorride e so che è, in qualche modo, felice. Lo è perché sono qui. Ma io non sarei mai stata qui senza Scott.
Quante guerre devo combattere da sola adesso?
Io che non ho mai fatto la Guerra di cui parlano tutti, ma ho combattuto in innumerevoli battaglie che i libri di storia non ricorderanno.
Non so cosa fare con Jack.
Non so se sputarle addosso tutto quello che ho fatto per loro con lui o se tacere e lasciar perdere. Non ho bisogno della sua approvazione, né del suo rispetto.
Ma ho bisogno del suo aiuto. Perché posso accettare di combattere le mie guerre senza Scott.
Ma non accetterò di combattere le guerre dei Dust Devils senza Scott.
A meno che i Dust Devils non le combattano con me.
Provo a far scorrere la macchinina sul braccio. Cade. Non sono capace.
"Credo questa volta di avere a che fare con qualcosa di più grande di me. Oltre la mia portata"
"Anche noi abbiamo dei limiti, Scott. Questa è solo la prima volta che abbiamo lo stesso limite, perché quando i nostri limiti sono diversi, siamo invincibili"
Sono più debole senza Scott.
E, per quanto non lo ammetterà mai, lo è anche Jack. Lo è anche Sterling. E quella bionda che non mi sopporta.
Raccolgo la macchinina da terra. Rinuncio a farla scorreresul braccio. Gioco con la macchinina di Scott, ma in un altro modo. A modo mio.
Ora so cosa devo fare.