lunedì 14 maggio 2012

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"Anche se non credo sia previsto per le procedure standard in caso di denuncia per tentato stupro, abbiamo un campione biologico del primo soggetto"
"Delimita il perimetro ed evita contaminazioni dell'area"


Mi ascolto parlare e ripenso a mia madre. Mia madre che, con le amiche, parlava di quanto fosse sagace sua figlia.
Sagace
[sa-gà-ce] agg.
1 Di persona, che possiede prontezza di mente, capacità di comprendere e affrontare le situazioni: s. detective; di cosa, che rivela sagacia: risposta s.
2 lett. Che ha un buon fiuto, in relazione perlopiù a cani
Ho maturato le mie abilità logiche lavorando al computer dalla più giovane età. Figlia di due informatici, ho sempre avuto ottimo hardware in giro per casa.
A tredici anni, ho crackato i blocchi della censura minorenni impostati da mio padre sulle macchine domestiche. Per il puro gusto di testare la mia abilità a farlo.
Il giorno dopo, ho impostato nuovi blocchi più stretti. Mio fratello è rimasto senza accesso ad alcuni videogiochi e si è lamentato.
Se non fosse stato per questo dettaglio dimenticato, non si sarebbero mai accorti della mia manomissione.
Ho imparato a non sottovalutare i dettagli più puerili, in quella occasione. Un ragazzino senza i suoi videogiochi.
I miei genitori hanno imparato che loro figlia era più "sagace" di quanto credessero. E già mi credevano molto sagace.
Non sono mai stati molto concordi sul mio futuro, ma erano perfettamente concordi sulle mie abilità.
Se mi guardo adesso, sono esattamente il frutto delle loro aspirazioni: una elegante analista.

Mio padre avrebbe sognato per me una carriera da Accompagnatrice. Avrebbe trovato prestigioso che sua figlia facesse parte della Shouye.
Le lezioni di solfeggio e pianoforte sono state elaborate da lui sotto questa procedura educativa. La mia maestria nel solfeggio mi ha spinta dal pianoforte al flauto, uno strumento che potessi trasportare agilmente e suonare più spesso. Una passione per musei ed arte che inizialmente ha fatto credere a mio padre che avrei avverato il suo sogno.
Quando la mia istruttice di musica gli ha spiegato che "a Donna manca la passione, quella affinità tra persona e musica che crea l'arte... Donna suona perfettamente, ma senza emozionarsi né emozionare", mio padre mi ha chiesto perché amassi l'arte. Gli ho parlato di teorie cromatiche e di bilanciamenti geometrici. Di equilibrio visivo e percettivo.
Lui ha capito che non sarei mai diventata una accompagnatrice.

Mia madre, aveva visto in me una giacca blu. Precisa, logica, analitica e completamente immersa nel mondo a cui appartenevamo. Il Core.
Nessuna arma in mano, non sarei mai stata il tipo.
Un impiegato, un analista, un membro dell'intelligence o dei reparti di ordine interno al sistema centrale. Uno di quei lavori militari da laureati.
Mi parlava della guerra, mia madre. Mi parlava del Rim, mi insegnava la storia contemporanea.
Ma lei è stata molto più rapida di mio padre a capire che non ero interessata a nessuna giacca di nessun colore.

"E' un approccio storicamente sbagliato. Nella Terra Che Fu la storia insegna che i conquistadores spagnoli, spacciandosi per divinità, hanno ottenuto molto più in maniera molto più semplice dalle popolazioni dell'America del Sud rispetto a quanto hanno ottenuto gli Europei nel Nord America con sanguinose guerre contro gli Indiani"

...è il discorso che ho fatto a Jack, l'ultimo prima che partisse. Il discorso con cui ho lasciato Capital City per raggiungere Hall Point.
E' strano. Se ci ripenso adesso... non condivido più questo discorso. Ma non lo nego.
E' obiettivamente dimostrato che la scelta bellica del'Unione non è stata la più ottimale delle scelte.
Ma questo non significa che quello che farei io, oggi, non è più la tattica dei conquistadores spagnoli.

"Sono convinto che se vi parlaste, voi due, alla fine trovereste un contatto"
"Ne dubito fortemente. Non credo riusciremmo a sostenere una singola discussione senza litigare"
"Anche noi abbiamo litigato. Ci siamo urlati contro. Ed alla fine ci siamo capiti"


Credo che sia mia madre che mio padre avessero ragione.
Sarei stata una perfetta accompagnatrice. Sarei stata una perfetta giacca blu.

Giovedì notte, ad Oak Town, ho risolto un problema d'ordine pubblico usando la dialettica ed i sorrisi. Il denaro, anche, ma questo è il mio stile personale.
Venerdì pomeriggio, a distanza, davo disposizioni di acquisire informazioni e delimitare aree di intervento.
Sarei stata perfetta in entrambi i ruoli.
Ma la mia perfezione è appunto essere perfetta per più ruoli.

Quello che non sono e non sarò mai... è l'Indipendentista. La Rimmer. Riesco a mala pena ad essere una Borderer.
Eppure la cosa bella di me, parte della mia perfezione, è che io sono l'unica Corer perfettamente consapevole di ogni singola sfumatura del Verse.
Perché un uomo ha deciso di non dare per scontato che io fossi una etichetta ed ha scelto di litigare con me ed urlarmi contro finché non mi ha fatto capire l'inutilità delle etichette.

Per questo, penso ai miei genitori che hanno cercato e scelto etichette che loro figlia non ha mantenuto. Ma non è colpa mia.
E' colpa loro.
Perché non hanno mai capito che io sono una ed una sola etichetta: Donna Winter.