lunedì 30 gennaio 2012

Vampiri

I vampiri esistono
sono tra noi ma non si nascondono
anzi appena possono si mostrano,
protetti dal consenso che trovano presso coloro i quali sbranano
che più che volentieri si prestano
porgendo le giugulari,
sperando di diventare loro pari
aspirando al rango di maiali
un pò più uguali degli altri animali,
fedeli al capobranco
ma pronti ad azzannare chiunque si trovino affianco.
Fin dai tempi del banco i vampiri li allevano,
assecondandone l'indole
usando un dio idolo fatto di simboli
ed illudendoli di lottare per un ideale per cui sognare,
per il quale magari morire
se c'è un vampiro da saziare
Bell'affare,
ti rubano l'anima un pezzo per volta
condizionano ogni tua scelta
sono in agguato ad ogni tua svolta
Il nemico ti ascolta
pronto a succhiare ogni singola stilla del tuo ego in rivolta

Loro masticano sentenze da far sputare al prossimo
affinchè pensi di esserne l'artefice
così si impegna al massimo a diffonderle,
a farne una bandiera in cui avvolgere il cadavere del libero pensiero
Il metodo che adottano per controllare l'opinione pubblica è antico come il mondo ed infallibile,
ne aumentano le fazioni
riducendo le interazioni
moltiplicando le incomprensioni
e dividendo le persone
Rivoluzione
resta un vocabolo impronunciabile
se l'unico scontro possibile è tra parti di popolo
che vivono gomito a gomito
e non si accorgono di essere identiche
e non vedono i denti che i vampiri piantano
in quanti credono obbediscono e combattono,
camerati o compagni che siano fanno piatto unico,
con una carota e tanti bastoni come contorno
per dei commensali con troppi canini e una fame d'inferno...


Penso sempre più spesso a Terezia. Penso all'Inferno.
E continuo a sorridere al suadente calore delle fiamme.

sabato 28 gennaio 2012

Creatività

Non mi sentivo così viva da quando Terezia se n'è andata. Progettare, ipotizzare, elaborare dati... analizzare problemi e calcolare soluzioni.
Non mi sentivo così viva da quando Ektor mi portava i suoi problemi ed io glieli risolvevo mentre lui dormiva sul letto accanto alla scrivania. Sono felice non russasse. Mi dicevo che glieli risolvevo per poterli conoscere, per sapere cosa avrebbe fatto e come. Beh, anche quello.
Ma anche per la verve creativa di una sessione di brainstorming su qualcosa che non sia l'analisi del consuntivo trimestrale. Sfide, caos, sessioni di disordine da rimettere in fila.
Domande che vagano nel vuoto, da recuperare, sezionare, censire... dare risposta.
Cercare il caos negli ordini altrui significa scoprire che non sono ordini. E cercare nuovi equilibri.
Equilibri stabili.
I miei equilibri.

martedì 24 gennaio 2012

Epistolare

Ciao Donna,
ieri abbiamo festeggiato il capodanno con il resto della famiglia. Il piccolo Hugo si diverte a ripetere allo sfinimento i nomi di tutti i presenti e tuo padre è veramente contento di fare il nonno.
Ho letto sui giornali che verrà data una specie di festa, un concerto, che tu ne sei in qualche modo la promotrice. Qualcuno dice che tu sia una persona famosa.
Perché non approfitti di questo viaggio per passare... a casa?
Credo tua madre ne avrebbe piacere. In fondo, non vi vedete da quasi un anno, oramai.
In ogni caso, ti auguro tanta felicità.

Baci,

Thereza




Carissima Thereza,
ti rispondo da una navetta spaziale in viaggio. Il delay del contatto potrebbe causare del deperimento della qualità del messaggio, ma suppongo verrà reintegrato appena raggiungerò una copertura cortex migliore in aree più civilizzate del 'Verse.
Ti ringrazio per il tuo messaggio e per i tuoi augurii, ma dubito che la mia agenda mi permetta di passare nel'area abitativa di Capital City nei prossimi tempi, specie dato che suppongo che il rapporto investimento/vantaggi di questo viaggio sia ottimale.
Troverei una inutile perdita di tempo recarmi alla mia abitazione, dato che le possibilità che ci siano dei vantaggi da questa visita sono particolarmente remote.
In ogni caso, porta i miei migliori saluti a mio fratello.
Ti auguro ogni bene per il nuovo anno.

Donna




Donna... non dovresti essere così prevenuta nei confronti dei tuoi genitori...
Sono certa che, se vi parlaste... trovereste di nuovo dei punti di contatto.
Perché non provare?

Thereza




Mia cara,
temo tu mi abbia fraintesa e probabilmente tu abbia frainteso la situazione. Non vi è alcun pregiudizio né nei confronti della mia famiglia, né nei miei confronti.
Dovresti attuare una analisi più oggettiva della situazione: da ambo le parti c'è sempre stata chiarezza delle posizioni e trasparenza comportamentale.
Le mie aspirazioni professionali non collimano con quelle dei miei genitori né nei modi, né nei tempi di realizzazione. Questo è un dato di fatto, semplicemente.
Essendone entrambi ben consapevoli, abbiamo ovviamente agito tutti di conseguenza.
Questo è un fortissimo punto di contatto, molto più importante di ipocriti sorrisi di circostanza. Se c'è una cosa che ho imparato dalla mia famiglia, è l'importanza della Coerenza.
Ti prego quindi di focalizzare la tua attenzione suq uesto dettaglio e vedrai che la situazione ti apparirà più chiara e completamente priva di problematiche di sorta.

Donna

venerdì 20 gennaio 2012

Reputazioni e Ripetizioni

Serata di Gala.
Non capisco perché i gossip abbiano voluto compararmi alla nuova Manager della Blue Sun Corporation. Non capisco perché abbiano scelto quella pessima foto.
Nota per me stessa: preparare un folder di immagini da dare in giro alla stampa. Mi servirebbe un giornalista. Od almeno un fotoreporter, un freelancer. Qualcuno a cui passare documenti, dati, da far trapelare. Senza che vi sia il mio nome dietro.
C'era quel ragazzetto di New London, una volta. Ricordo di avergli dato i miei recapiti. Non li ha mai usati. Detesto le persone prive di ambizione.
A tal proposito, devo trovare il modo di parlare con Marston prima della serata di gala. La reprise di danza sta andando piuttosto bene. Ho imparato un paio di lenti e qualche danza sociale. Le trovo molto più semplici dei lenti.
Sono schemi precisi, figure nette, ordinatamente geometriche e matematiche. Ripetizioni mnemoniche. Equilibri ritmici.
I lenti, invece, sono più incerti. Troppe variabili, coppie che non appartengono allo stesso quadro che devono coordinarsi in tempo reale. Ma, soprattutto, il fatto di essere "guidata".
Non capisco perché debba essere il Cavaliere a condurre la Dama. Apprezzo le gerarchie predefinite: danno la giusta responsabilità a chi deve averne. Ma non comprendo perché la gerarchia debba essere impostata senza una preventiva ed oggettiva valutazione delle capacità del singolo. Se avessi un pessimo cavaliere, farei una pessima figura per sua colpa, non mia. E' una gerarchia certa, quella della danza dei lenti, ma priva di supporti logici.
Comprendo, comunque, che la logica spesso esuli dai contesti mondani.

giovedì 19 gennaio 2012

Empty

Quando Darius è stato allontanato da Hall Point, mi è sembrato un atto semplice, dovuto, obiettivo. Per qualche giorno, in ogni caso, ammetto che mi sia mancato. Mi mancava qualcuno con cui parlare liberamente di ogni singolo problema dello Skyplex e di ogni retroscena. Ma parliamo di lavoro, di scambi di opinioni. Di libertà di parola.
Quando sono partita da Horyzon per trasferirmi su Hall Point, pur sapendo che la mia famiglia avrebbe chiuso al porta di casa alla mia presenza, non ho avvertito vuoto. Anzi. Percepivo le potenzialità della mia iniziativa e sacrificare quel lascito non era un peso.
Quando Terezia mi ha detto che doveva toranre su Shylock, ho avvertito una punta di delusione, che non derivava da lei, ma dal fatto che ero consapevole che avrei percepito la sua assenza. L'efficienza di Hall Point ha perso un paio di punti percentuali senza di lei ed io ho meno persone fidate a cui delegare incarichi delicati.
Quando ho lasciato Lucas, non ho avvertito rimpianto. Forse un attimo di destabilizzazione nel dover riprogettare alcuni aspetti della mia vita da capo. Qualche volta, nei mesi successivi, ammetto di aver pensato di volerlo ancora tra le mie lenzuola.

Per questo, quando mi ha detto che lei era partita, dedideravo toccarlo, sfiorarlo soltanto. Ho veramente sentito l'impulso di tendere una mano e di cercare di percepire il Vuoto.
Ho allungato il braccio, ho posato le dita sulle sue. Sarebbe bastato un attimo.
Avrei capito cosa significava Assenza.
Avrei capito cosa significava Mancanza.
Avrei capito cosa significava Lontananza.
Ho ritratto la mano, senza chiedere al mio scherzo del destino di farmi capire quella sensazione.
"Se ne sarebbe accorto" è la scusa che mi sono data davanti alla mia scelta.
Ma mi sono ingannata per un attimo. Neppure io sono così brava da darla a bere a me stessa.
"Hai avuto paura" mi sono risposta per cercare di rimediare.
Eppure so che neppure questo è vero.

sabato 14 gennaio 2012

Vento Solare

Analizzare i dati, anche quelli che non conosci.
La matematica è la scienza dei dati, indipendentemente dalla loro natura. Una sequenza di numeri, che siano valori atomici, economici, biologici o di qualunque altra natura, resta una sequenza di numeri.
C'è una pace intima nei numeri, un profondo senso di ordine. Un 1 resta un 1 in ogni variabile dello stesso sistema di riferimento, seppur possa mutare in infinite sfumature in base al variare del sistema di riferimento. Ricordo che un tempo esisteva una credenza folkloristica chiamata "magia". Qualcosa di inspiegabilmente intangibile eppure esistente, più o meno.
Ecco... i numeri sono magia. Sono pilastri inossidabili in ogni loro variazione ed evoluzione. Sono certezze nell'incerto. Una volta costruita la base adatta, il calcolo è esatto. Sempre. Non vi è margine d'errore, se non nella costruzione della base e nell'imperfezione dell'uomo che svolge i calcoli. Ma i numeri, non sbagliano mai.
Voglio essere un Numero. Perfetto.

venerdì 13 gennaio 2012

Miserere

Questo è un miserere senza lacrime


Ho avuto paura di lui. In alcune occasioni. Timore, forse.
Diciamo che mi ha dato preoccupazioni.
Non quando ha tentato di uccidermi. Quegli accadimenti erano quasi banali, ordinari.
No. Mi inquietava quando restava in silenzio.
Lo immaginavo strisciare nella mia stazione, tra le mie paratie, alle mie spalle, tar i miei dati, i miei files, i miei uomini, i miei affari. Ho visto le sue mani dentro le ombre ed i suoi piedi calpestare i miei passi.
Ora, non c'è altro che un inutile cadavere di vecchio uomo. Inutile vecchio uomo.
Mi sento più fragile e più forte al tempo stesso.

domenica 8 gennaio 2012

La Chiave

"Potresti essere la chiave per risolvere la situazione"

E' ironico che ci sia solo una persona che mi considera La Chiave. Di una singola questione di cui forse ignoro ogni cosa. Non ne ho idea.
Eppure è la mia aspirazione. Essere una Chiave, un passpartout. Voglio avere le chiavi di ciò che accade, le serrature da aprire ed i fascoli da estrarre. La conoscenza è potere, il genere di potere che porta il denaro e che il denaro porta.
Ed io perseguo il potere, quindi, la conoscenza.
Ho compiuto un altro passo verso il potere, oggi.
Spero che sia profiquo, quanto non ho più voglia di sperare e inizio a voler pretendere.

sabato 7 gennaio 2012

Dust & Devils

Attentato di matrice indipendentista su Greenfield. Dicono di chiamarsi Dust Devils. Ci sono diavoli nella polvere, demoni dimenticati e sporchi che sputano fuoco sulla flotta alleata. Ed adesso gli Alleati li cercheranno. Si sentono colpiti, feriti, deboli. Arrabbiati.
Peccato, credevo che il caso Koroleva avrebbe voltato lo sguardo della flotta verso altri sistemi, per un po'. Peccato.
Il Black Oak Ranch non si fida della Blue Sun Corporation. Troppi esperimenti, troppe "cose strane". Di contro la Blue Sun Corporation "non si abbassa neppure a commentare i rancheri". Di sicuro, l'esperimento con il fertilizzante L1 non avrà mai più seguiti.
Ed io?
Io sono qui, ovunque, stazione sospesa lungo le rotte tra tre sistemi commerciali. Io stessa sospesa tra amicizie e contatti con chiunque.
Nel torbido, si pesca meglio.
Koroleva ed Albany non saranno sedati. Non ci sono i presupposti, ad oggi. La guerra sarà una ottima opportunità.
Non vedo polvere, lungo la mia strada. Ma solo diavoli.
Terezia dice che io sono il Diavolo e che lavorare per me è stringere patti per l'inferno.
Se è così, la via per l'inferno non è coperta di polvere, ma di denaro.
E di sorrisi.