mercoledì 16 maggio 2012

A tavolino

Sei legato ad un letto, con delle strumentazioni mediche che ti circondano e che non sai assolutamente a cosa servano.
Le braccia e le gambe sono immobilizzate, qualcuno ti gira intorno e ti dice cose che non capisci, perché sei troppo occupato ad avere paura.
Hai un bavaglio sulla bocca, non puoi neppure gridare, né tentare di capire che succede, né chiedere pietà, magari a pagamento.
Credo che io capisca Colin meglio di molte, molte altre persone.
Io so esattamente cosa ha provato e so quanto deve essere difficile, per lui, andare avanti. Ma lo sta facendo. Ed ha solo sei anni.
Ha una forza, quel bambino, che molti adulti non riescono neppure a sognare di avere.
Quando ho presentato la domanda di affido, quando gli ho detto che lo avevo fatto... l'ho visto felice.
Felice di poter sperare di stare con me.
Ed in quel momento ho capito. Che qualcuno può vedere in me anche sfumature positive, fermo restando la mia univoca esistenza.
E' una sensazione strana quella di essere amata da un bambino. Non avrei mai pensato che un ragazzino potesse affezionarsi a me.
Eppure, obiettivamente, sono l'unica persona in ambito non ospedaliero che conosce. Dopo una crisi emotiva ed una forte carenza affettiva, sono il suo unico punto di riferimento privo di camice. E' normale.
E' altrettanto normale che io provi affetto verso un essere vivente che ha un vissuto simile al mio, seppur massimizzato.
La piega che prenderà gli eventi, da adesso in poi, non è predeterminata. Probabilmente, tra qualche tempo il bambino smetterà di provare affetto per me, quando avrà alternative. E' statisticamente probabile.
ma è altrettanto statisticamente improbabile che il mio legame affettivo verso di lui muti, viste le basi su cui è fondato. Questo mi basta.
Ho chiesto aiuto per "crescerlo" se mi verrà affidato. L'ho chiesto all'unica persona a cui potrei chiedere una cosa del genere.
E' strano quanto... normale sia stato chiederglielo.
Non siamo una coppia. Non abbiamo alcuna relazione quantificabile e definibile. Eppure... gli ho veramente chiesto di... fare da padre ad un bambino che potrebbe avere me come madre?
E' adatto a me, alla fine. Creare una famiglia a tavolino.
...ma l'ho veramente creata a tavolino?