Una serata per locali con Josephine Leroux. Una serata raffinata, semplice nella sua perfezione, parlado di storia più che di arte e di moda più che di uomini.
Riuscire a combinare piacere e dovere, in una accezione di "dovere" che è un mio vezzo e capriccio, ma pur sempre un affare per quanto vanesio.
Nella stessa serata, Scott è in casa mia, nel mio attico, a fare il padrone di casa nei confronti della Blue Sun Corporation. Un ingegnere di Horyzon si è recato in uno dei più esclusivi grattacieli di Capital City per parlare con il delegato di una persona come Donna Winter. Sarebbe di sicuro interesse scientifico analizzare la sua reazione quando ha visto Scott. Dovrei prima valutare se il mio delegato avesse il cinturone e/o il browncoat.
Ma forse la Blue Sun sa fare il suo lavoro, quarantene e sparatorie a parte. Forse quando ho detto che il mio delegato era un "ex collega di Hall Point" si sono immaginati che su uno Skyplex non badiamo alla forma ma alla sostanza. Forse.
"Ho rotto una finestra con una sedia. L'impiegato sta bene"
"Spero tu non mirassi a lui, od inizierò a preoccuparmi per la tua mira"
"Non miravo a lui"
"Questo mi tranquillizza. Per la mira, intendo"
Oramai non mi scandalizzano più i suoi modi. Nell'80% delle proiezioni, ha lanciato la sedia contro il vetro per saggiarne la resistenza. In tal caso, aver rotto la finestra dimostra l'evidenza di una falla di sicurezza da colmare. Semplice elaborazione empirica dei dati.
Io non avrei mai lanciato una sedia contro la finestra. Avrei chiesto gli schemi tecnici del produttore ed analizzato in via comparativa le soglie di resistenza con studi fisici e balistici.
Ma avrei fatto lo stesso contro... ed avrei impiegato più tempo.
Nel restante 20% delle proiezioni, si è verificato un qualunque evento che sfugge alla mia logica ma è perfettamente coerente con la sua. Oramai, un cuscinetto del 20% di possibilità che lui faccia qualcosa che io non capisco è da considerarsi una costante di ogni calcolo. Credo che i nostri rapporti siano diventati meno burrascosi esattamente nel momento in cui entrambi abbiamo reciprocamente accettato di concedere all'altro un margine di aleatorietà del 20% circa.
Nella stessa serata, Brent è nel suo alloggio, da solo, con una bottiglia di vino. Manda messaggi contrastanti. Non comprendo se sia depresso, se abbia esagerato con l'alcool, se sia arrabbiato. Il mezzo scritto è imperfetto.
Mi ha invitata ad un Rave Party, descrivendomelo come una festa di musica, alcool e droga. Mi ha invitata perché è il SUO Rave Party.
Mi ha invitata mentre sono in un locale di lusso di Capital City a degustare una splendida annata di vino con Josephine Leroux. Mi ha invitata mentre Scott sta lanciando una sedia contro i vetri di casa mia, che per stasera è sua.
Mi ha invitata a qualcosa che, due anni fa, sarebbe stata inconcepibile per la mia percezione.
Prima che percorressi tutte le rotte commerciali del Verse. Prima che mi innamorassi si St. Andrews e della fierezza della gente di Flame. Prima che risiedessi settimane a Greenfield. Prima che andassi a Koroleva in periodo di crisi. Prima che invitassi la Triade ad un concerto per pianoforte.
...prima che le mie percezioni si ampliassero oltre lo stereotipo.
Ora, oggi, credo che potrei andare ad un Rave Party. L'unica remora è legata alla mia reputazione. Non nego di tenere alla mia fama: è uno scudo importante della mia nuova esistenza.
Ma è la "sua festa". Quindi nella bilancia abbiamo il partecipare con lui a qualcosa che gli appartiene ed il rischiare la mia reputazione.
Il rischio rasenta il 75%. Ma con le opportune precauzioni, possono ridurlo al 50%. Con adeguato preavviso e oculata gestione, posso scendere ancora sotto alla soglia del 40%.
Mentre l'impatto della partecipazione, nel 90% dei casi, per lui sarebbe importante.
"Ogni tanto mi chiedo come reagiresti se ti chiedessi di lasciarci"
"Nel 95% dei casi accetterei per rispettare la tua volontà. Se la richiesta non fosse legata ad una specifica e circostanziata occasione, probabilmente avvertirei un senso di disagio dovuto all'incertezza ed alla senzazione caotica. Se invece fosse legata ad una specifica e circostanziata occasione, nell'80% dei casi le sensazioni negative legate alla suddetta occasione attuitirebbero al percezione di caos.
In entrambi i casi, percepire un forte senso di assenza/mancanza personale"
"Sperare che Donna Winter tenesse a me era troppo..."
"E' perché tengo a te che avrei una percezione di assenza e/o mancanza"
"Non sono abituato a sentir parlare di sentimenti come se fossero variabili matematiche..."
"I sentimenti sono reazioni chimiche istintive. Ma dato che non conosco la chimica, li analizzo con un approccio psicologico e matematico"