lunedì 30 aprile 2012

Fili

"Perché ti interessa?"

Rispondo alla domanda senza approfondire. Non è importante il "perché".
So perfettamente perché me lo ha chiesto.
Lei non si fida di me, ma soprattutto non si fida del fatto che io possa essere disinteressata... che io possa non avere un doppio fine... che io possa non avere un tornaconto personale.
Quello che lei non capisce è che non deve cercare alcun inganno, non deve cercare alcun raggiro. Deve solo prendere ciò che le do, gratuitamente, perché ci sono poche persone che mi hanno gratis.
In fondo, non può non riconoscere il buono in quello che dico. Le miei idee sono oggettivamente valide, senza stare a perdere tempo nel chiedersi... perché le persegua.
Sono convinta che creda che le abbia parlato di lui per darle una frecciatina, una gomitata immaginaria.
Io le ho parlato di lui solo perché si ricordi sempre che c'è un motivo preciso per cui non la raggirerò. Lui, appunto.
Se analizzo i fatti, oggettivamente e de-personalizzandomi, non posso non notare che la mia esistenza è pesantemente sbilanciata. Mi sembra assurdo che nessuno lo abbia mai notato. Io stessa, però, me ne sono veramente accorta solo quando gli ho inviato quel messaggio ed ho ricevuto la sua risposta.

"Tu ne capisci sicuramente più di me sul lato tecnico... supervisionerai il loro lavoro per conto mio"
"Se non li monto io, non possiamo essere sicuri che non installerano qualcosa che non vogliamo"
"Dipende dagli accordi che riuscirò a prendere. Io mi occupo del lato commerciale, poi passo tutto a te per la parte pratica..."


Sono fili che ci reggono,
fili che ci strangolano
e come ragnatele corrono
fra te e me.

Ci sono infiniti dettagli che ci legano, nonostante tutto. Il fatto che lui sia decisamente il migliore in quello che fa così come io sono decisamente la migliore in quello che faccio. Ed entrambi ne siamo vicendevolmente consapevoli. E per quanto non lavoriamo più assieme, continuiamo ad usare il "plurale". Mi piace sapere che nonostante tutto... nonostante le litigate, le differenze, le vicinanze quando sono state troppo vicine, i ritorni e gli allontanamenti... nonostante tutto, restiamo in contatto.

Sono fili che sostengono
parole in equilibrio instabile,
come tante ballerine tra le nuvole.

Qualcuno potrebbe pensare che il fragile equilibrio tra i membri di questa storia sia un plot da telenovela. Sarebbe troppo semplice. Ci sono implicazioni che riverberano nel Verse. C'è Hall Point, in mezzo, ci sono gli Indipendentisti, in mezzo. C'è il Core nei suoi fragili rapporti con il Border ed il Rim. Ci sono tutti i nostri problemi di comunicazione e tutte le nostre visioni del mondo.

Fili elastici ci uniscono
e più ci allontaniamo più ci attraggono...

Ho una specie di relazione, adesso, con un uomo che mi considera la sua donna. Ed anche lui ha la sua relazione con la donna adatta a lui. E questo, toglie molti fraintendimenti, toglie quella tensione sessuale che infastidiva Mughain. Toglie il desiderio, la gelosia, toglie quello che "lega" le persone. E resta il semplice ed inappuntabile fatto che lui sia persona di cui mi fido ciecamente... e che io sia certa che lui non cerchi il doppio fine in quello che faccio.

Elettroni intorno a un nucleo
s'incrociano soltanto per un attimo
e con un fil di voce si sussurrano qualcosa e poi ripartono.

Vivere vite opposte, in luoghi opposti del Verse. Eppure non l'ho mai sentito così vicino. Quando ho capito che Ryan era il mio "migliore amico", l'ho capito per l'assenza del contatto quotidiano. Ed anche se non ho alcun rapporto quotidiano con lui, ogni singolo istante in cui ci scambiamo una frase, anche il più impersonale dei messaggi, ha la stessa reazione emotiva di una presenza costante.

Fili della tela di Penelope
tessuti e poi disfatti io e te,
distanti come i capi di una corda
che le nostre dita pizzicano
e vibra come un organo
di note silenziose ad ogni battito...

Tic... Tac...
Oscilliamo come un pendolo...
Burattini appesi a fili
che le nostre mani tirano,
che si annodano e a volte sfuggono...
Fili d'erba calpestati che a fatica si rialzano...

Due gradi verso l'alto,
due a sinistra e in mezzo fili troppo tesi,
fili di discorsi persi e poi ripresi
senza mai venirne a capo,
fili rosso cupo che ricamano
indecifrabili messaggi in codice.
Fili che riunisci in trecce che io adoro scioglierti,
che legano i tuoi polsi docili a ricordi semplici.

Fili d'oro tracciano parabole
nel buio dell'estate
dando ai desideri un'anima...
E tu diventi musica,
suoni in metrica,
armonia ipnotica:
stregato da te che sei la mela della favola.

Perduti nello stesso dedalo
facciamo su un gomitolo
ma il filo che inseguiamo
è il medesimo.

Ed è questa la cosa assurda... che alla fin fine, pur seguendo strade diverse... ad un certo punto convergiamo verso un unico obiettivo.
Un obiettivo che adesso, adesso che sono tornata a vivere nel Core, vedo benissimo. Un obiettivo chiaro, l'obiettivo che Jack non capisce... ma che è dannatamente simile al loro. Identico e differente.

E un giorno taglieremo insieme il filo del traguardo
e resteremo finalmente
senza fili tra di noi...
Guinzagli d'aquiloni insofferenti che strattonano
per liberarsi e perdersi
e rincorrersi nel vento...