lunedì 31 ottobre 2011

Alcool

Ho scoperto che il secondo bicchiere è sufficiente. Credo di ricordarmi più o meno tutto quello che è successo. Spero.
Ricordo esattamente i punti fermi della discussione. Ho l'impressione che lui non abbia capito quello che gli ho detto. O forse mi sono spiegata male io. O forse ero troppo annebbiata, magari era troppo annebbiato lui.
L'importante è che non si sia accorto di come ho fatto a sapere ciò che so. No, non se ne è accorto. Sono ragionevolmente sicura che non se ne sia accorto. Non sono altrettanto ragionevolmente sicura che non si sia accorto che ho una vulnerabilità.
Ma non è scappato urlando. Ha più fegato di quanto credessi.

domenica 30 ottobre 2011

Interessante, Meraviglioso, Affascinante

Ci sono diversi uomini che mi hanno definita interessante, meravigliosa ed affascinante. Che mi hanno guardata con interesse, che mi aspettavano con ansia in un ritardo.
Ma mai nessuno quanto lo Studioso. Anche perché lui, tutto questo, non lo rivolgeva a me... ma a quello che mi è successo. A quelle catene di dna mutate, a quelle anomalie sensoriali.
Sono qui, sono viva e sono... una cavia da laboratorio.
Adesso so esattamente cosa mi sta succedendo. Ma dal "saperlo" al "capirlo" la strada è lunga.
Percezioni extrasensoriali delle emozioni e pensieri altrui. Lo Studioso lo ha chiamato "un dono" ed ha parlato di problemi etici e morali dell'utilizzarlo.
Io sono qui e penso... penso al fatto che non sono una persona normale. Penso a Lui e vorrei tanto essere grigia, perché sarebbe estremamente più semplice da affrontare Devo imparare a controllare questa cosa, perché lo Studioso non si farà togliere il suo giocattolo tanto presto. Prima di curarmi, vorrà tutti i dati possibili ed immaginabili per studiare quello che mi è accaduto. E replicarlo, probabilmente.
Intanto, devo andare avanti. Devo controllare il panico, controllare le percezioni. Devo valutare cosa è vero e cosa è retaggio di questo assurdo scherzo genetico. Ho un indizio, importante. La stanchezza che mi prende dopo le visioni. Chiamarle "allucinazioni" sarebbe sbagliato adesso.
Sono Visioni.
Rielaboro i fatti.

Il sicario ha detto la verità. Lavorava veramente per Ekleston: li ho visti chiaramente concordare il prezzo. Solo lavoro, niente di personale.

Poi c'è l'Ingegnere. Qui la faccenda si fa complicata. Molto più complicata. Dilemmi etici e morali? No. Parole. Sa metà della storia, non so se devo dargli l'altra metà della storia. E se lo faccio... dovrei dirgli un'altra cosa. O potrei solo dirgliela senza spiegargli il tutto. Immagini. Solo immagini. Niente Emozioni, posso omettere questo dettaglio.
Altrimenti si metterebbe a balbettare e la discussione finirebbe lì.

Evoluzioni

Ho cambiato camera. Ma ugualmente non riesco a dormire. Guardo il pavimento, sdraiata sul mio letto, avvolta dalle lenzuola anche se non ho freddo.
Lui se ne è andato. E' fuggito, dicono. Una elaborata strategia? No... non è adatto allo Sceriffo bluffare. A meno che lo Sceriffo stesso non sappia nulla. Perché se ne è andato, se veramente se ne è andato? Che lo Sceriffo creda ciò che vuole. Che creda che ho perso il controllo perché tutte le dannate voci di me e Lui sono vere. Meglio creda questo che... che sappia la realtà.
Sono terrorizzata. E se fosse un effetto collaterale di quello che ha subito? E se... se quella roba portasse alla pazzia? Non c'è alcuna correlazione logica o scientifica tra ciò che hanno iniettato i militari a Lui e cosa può aver iniettato un dannato sicario a me... ma in fondo quando si parla di genetica, Lui è il mio unico riferiento valido, l'unica esperienza a cui possa appigliarmi.
O, forse, lo era.
Continuo a dover pendere dalle labbra dello Studioso. E la cosa non mi piace. Mi sento debole, fragile, a dover dipendere da un uomo. Se Lui fosse qui, avrei due strade da percorrere. Ma Lui non c'è ed io non ho un piano di riserva. Odio non avere piani di riserva, mi fa sentire nuda ed indifesa.
Non era in programma che l'Ingegnere sapesse. Non era in programma neppure che dovessi avere un'altra dannata allucinazione. Molte cose non erano in programma. Ma forse, tra tutte le persone che conosco. L'Ingegnere è l'unica che manterrà il segreto. Lui e la Bambina. Non credo esistano altre persone che possano avere interesse e volontà di farlo.
Mi ha sorpreso quando ha chiesto chi fosse stato il mandante del mio attentato. Mi ha sorpreso che non mi abbia dato alcun prezzo, ma abbia solo voluto nomi e dati. Non credevo che nel 'Verse potessero esistere persone con una etica ed una morale. Ma più frequento l'Ingegnere e più mi rendo conto che è un personaggio peculiare.
Ho il terrore che prima o poi riuscirà sul serio a farmi ubriacare.

venerdì 28 ottobre 2011

Cavia Volontaria

Ho messo la mia vita in mano ad un uomo. Non parlo di morte o di sopravvivenza. Parlo della vera cosa importante, della cosa che può veramente distruggere la mia vita: mente, controllo, padronanza. Sanità mentale.
Ho preso tutto questo e l'ho consegnato ad un uomo che conosce pochissimo, di cui so solo una cosa. So cosa vuole. La cosa fondamentale.
Se esattamente che Lo Studioso vuole studiare e studiarmi. So che vuole conoscere, so che vuole capire, so che vuole scoprire. So che la sua droga si chiama scienza, così come quella di Lui è la logica. Ne sono consapevole.
Ed io mi sono offerta volontariamente come dose della sua droga. In cambio di questo, voglio risposte. Esattamente quello che vuole anche lui, per altri motivi. Comunione d'intenti incentrati sul mio corpo, su un dannato sciacallo e sul ronzare delle macchine mediche.
Non sono sicura di aver fatto la scelta giusta. Non conosco Lo Studioso abbastanza bene da capire veramente se ci possa essere altro, un'altra droga più importante, obiettivi primari che sovrastano la voglia di ricerca e conoscenza. Ma non credo di avere molte alternative.
Quindi, che lui prenda il mio corpo e ci faccia ciò che vuole. Ma che mi restituisca l'unica cosa che per me conta veramente: fiducia nella mia mente.

Sto iniziando a ritrovare la forza di provare rabbia.

mercoledì 26 ottobre 2011

Viva e Vegeta

"Dopo aver affrontato in rapida successione una molotov e due pistole puntate contro, in casa mia, credo di sapere cosa voglia dire aver paura..."

Sarò stata punita per tanta superbia? Ma io ne ero veramente convinta. Ero veramente convinta che non potesse accedermi niente di peggiore... ero.
Non posso ammettere di aver paura. Per Foster sono stanca e arrabbiata, per Dorris sono arrabbiata e stanca.
Nessun processo degenerativo in corso. Non ho avuto altre allucinazioni. Forse era lo stress, la paura del momento. Paura... terrore. Terrore puro.
Terrore di impazzire. Dannazione, uccidetemi, ma non fatemi impazzire. E se i tormenti di cui parlava l'Ustionato fossero questi? E se fosse una degenerazione non fisica, ma mentale? Avrebbe ragione, perché mi porterebbe alla morte. Al suicidio, probabilmente.
Il dottor Foster non può aiutarmi. E' in gamba, ma non fino a questo punto.
Ho fissato per degli accetramenti all'ospedale di Horyzon, per un generico avvelenamento. Non ho il coraggio di... approfondire. Anche se dovrei. Anche se vorrei.
Ho voglia di spaccare qualcosa. Ma se ne accorgerebbero, qualcuno se ne accorgerebbe.
Non posso dare segni di debolezza, non posso dare segni di cedimento. Non voglio.
C'è già troppo Caos, troppo Caos.
Devo mantenere l'ordine, dove lo posso mantenere. Fuori dalla mia testa, lo posso mantenere.
Ed il fatto di non essere più sicura di riuscire a mantenerlo nella mia testa, continua a terrorizzarmi.
Voglio cambiare camera. Non voglio più dormire.

lunedì 24 ottobre 2011

Toni di Grigio

"Foster? Ha un attimo?"
"Mi dica..."
"Non è una questione di lavoro... è più... un parere... personale, diciamo"

Prima era solo il "dottor Foster". Ma il tempo passa, le persone si conoscono meglio e lui è uno degli elementi più affidabili di tutto lo Skyplex. Preciso, puntuale, instancabile. E' esattamente tutto quello che io vorrei essere alla sua età. Produttiva al 100%. Ed è estremamente riservato.
Forse è l'unica persona in tutto il 'Verse con cui possa veramente parlare liberamente.

"Ho incontrato un uomo... che ha subito una mutazione genetica... uno di quegli esperimenti dell'esercito, che ti manipolano il DNA e la vita..."

Non faccio nomi. Non sono rilevanti. O forse sì. Ma se facessi nomi, lui ricomincerebbe con le sue raccomandazioni sul non diventare amica di gente "schierata", specie se "palesemente schierata". Già accetta poco che frequenti il dottor Blackbourne, dopo il suo arresto. Di miss Rooster non sa che l'ho incontrata più volte e di Scott... beh, di Scott non sa l'orientamente "politico". Gli argomenti Sheperd e Gibbs sono da evitare assolutamente, se non voglio che il discorso diventi un suo monologo sulla neutralità dello Skyplex.
Ormai neanche mi offendo più, non quando è lui a parlarne. Perché so che, in fondo, si fida di quello che faccio. Ma stavolta non ho voglia di digressioni.

"Non sapeva che esistevano queste cose?"
"No, dottore... ne avevo sentito parlare. Ma vederle di persona è diverso"
"E' rimasta scioccata?"

Ecco la domanda attorno a cui ruota il tutto. Ecco la risposta che mi ronza in testa. Sì, un poco. All'inizio. Ma poi ho pensato a qualcosa di più grosso, che ha superato l'essere scioccata.

"Ho visto come la gente si relaziona con le uniformi, nei pianeti del Border. Credo che potrebbero avere le corna, gli occhi rossi od essere di carnagione grigia ed ugualmente la gente li guarderebbe come alieni. Anzi, forse almeno è meglio così. Almeno la gente ha un motivo per guardarlo di traverso, che non sia il fatto di avere un'uniforme o di essere nato su Horyzon..."
"Sta prendendo le parti dell'Alleanza o di qualcuno in particolare, Donna?"

Una pausa, non rispondo subito. Mi prendo il tempo di chiarirmi il concetto in testa prima di esprimerlo.

"Sto prendendo le mie parti, dottore. Secondo lei... se diventassi grigia, la gente inizierebbe a mostrarmi veramente quanto mi disprezza?"

venerdì 21 ottobre 2011

Sbagliare mira

Sbagliare mira può determinare la sconfitta, la fine infelice di una guerra, l'esito peggiore di una disputa. Può portare alla morte, alla perdita di tutto ciò che di più caro si ha a mondo.
Ma solo se si preme il grilletto.

Avevo sbagliato mira. Stavo puntando il mirino contro un volto inesatto ed avrei ucciso l'uomo sbagliato con la mia pallottola d'odio. Ma non ho sparato. Ho atteso, ho controllato, ho... aggiustato la mira. Ed adesso so a chi sparare. Ho un altro nome, un altro volto, una mira migliore.
E più odio.
Lo odio anche per tutto l'odio inutilmente speso sul bersaglio sbagliato. Lo odio perché dovrò andare da Sheperd per dirgli "hai ragione", che significa "avevo torto". Ma almeno su una cosa avevo ragione io. Il posto in cui cercare, l'istinto.
Mi ha detto che... che potevo proseguire in quella direzione. Mi ha detto che mi avrebbe portata con lui nella sua ricerca. Mi ha detto tante cose ed io non ho creduto ad una sola parola, perché so che lui non crede alle mie. E' una catena più forte delle più moderne manette e delle più salde prigioni.
In ogni modo, io ho fatto esattamente quello che avevo detto avrei fatto. Ed ho ottenuto più di quanto speravo. Il mio piano era già corretto, devo solo raffinarlo.

"Non vada da sola"

Non sarei mai andata da sola. Ma adesso giungo alla domanda più forte e roboante di tutte. Di chi posso fidarmi? Con chi sarei pronta ad addentrarmi nella tana del lupo?
Il primo nome che mi viene in mente è esattamente il nome di chi ha già rischiato troppo e non posso continuare a coinvolgere. Questo è disarmante.
Il secondo nome è quello di una persona che mi serve più da viva che da morta. Ed il fatto che pensi questo mi allarma. Non ho la minima intenzione di andare a morire, con lui o senza di lui.

"Ti fidi ad andare sola con quel tizio? Ti accompagno io!"

Notevole. Discorsi che si intrecciano. Mi fido? Voglio che tu mi accompagni?
Mi sento un artificiere davanti ad una bomba atomica.
Il timer è già avviato