Ho messo la mia vita in mano ad un uomo. Non parlo di morte o di sopravvivenza. Parlo della vera cosa importante, della cosa che può veramente distruggere la mia vita: mente, controllo, padronanza. Sanità mentale.
Ho preso tutto questo e l'ho consegnato ad un uomo che conosce pochissimo, di cui so solo una cosa. So cosa vuole. La cosa fondamentale.
Se esattamente che Lo Studioso vuole studiare e studiarmi. So che vuole conoscere, so che vuole capire, so che vuole scoprire. So che la sua droga si chiama scienza, così come quella di Lui è la logica. Ne sono consapevole.
Ed io mi sono offerta volontariamente come dose della sua droga. In cambio di questo, voglio risposte. Esattamente quello che vuole anche lui, per altri motivi. Comunione d'intenti incentrati sul mio corpo, su un dannato sciacallo e sul ronzare delle macchine mediche.
Non sono sicura di aver fatto la scelta giusta. Non conosco Lo Studioso abbastanza bene da capire veramente se ci possa essere altro, un'altra droga più importante, obiettivi primari che sovrastano la voglia di ricerca e conoscenza. Ma non credo di avere molte alternative.
Quindi, che lui prenda il mio corpo e ci faccia ciò che vuole. Ma che mi restituisca l'unica cosa che per me conta veramente: fiducia nella mia mente.
Sto iniziando a ritrovare la forza di provare rabbia.