Ho cambiato camera. Ma ugualmente non riesco a dormire. Guardo il pavimento, sdraiata sul mio letto, avvolta dalle lenzuola anche se non ho freddo.
Lui se ne è andato. E' fuggito, dicono. Una elaborata strategia? No... non è adatto allo Sceriffo bluffare. A meno che lo Sceriffo stesso non sappia nulla. Perché se ne è andato, se veramente se ne è andato? Che lo Sceriffo creda ciò che vuole. Che creda che ho perso il controllo perché tutte le dannate voci di me e Lui sono vere. Meglio creda questo che... che sappia la realtà.
Sono terrorizzata. E se fosse un effetto collaterale di quello che ha subito? E se... se quella roba portasse alla pazzia? Non c'è alcuna correlazione logica o scientifica tra ciò che hanno iniettato i militari a Lui e cosa può aver iniettato un dannato sicario a me... ma in fondo quando si parla di genetica, Lui è il mio unico riferiento valido, l'unica esperienza a cui possa appigliarmi.
O, forse, lo era.
Continuo a dover pendere dalle labbra dello Studioso. E la cosa non mi piace. Mi sento debole, fragile, a dover dipendere da un uomo. Se Lui fosse qui, avrei due strade da percorrere. Ma Lui non c'è ed io non ho un piano di riserva. Odio non avere piani di riserva, mi fa sentire nuda ed indifesa.
Non era in programma che l'Ingegnere sapesse. Non era in programma neppure che dovessi avere un'altra dannata allucinazione. Molte cose non erano in programma. Ma forse, tra tutte le persone che conosco. L'Ingegnere è l'unica che manterrà il segreto. Lui e la Bambina. Non credo esistano altre persone che possano avere interesse e volontà di farlo.
Mi ha sorpreso quando ha chiesto chi fosse stato il mandante del mio attentato. Mi ha sorpreso che non mi abbia dato alcun prezzo, ma abbia solo voluto nomi e dati. Non credevo che nel 'Verse potessero esistere persone con una etica ed una morale. Ma più frequento l'Ingegnere e più mi rendo conto che è un personaggio peculiare.
Ho il terrore che prima o poi riuscirà sul serio a farmi ubriacare.