Olfatto.
Non posso fare a meno di pensare al mio odore scelto per altre persone. Lei, prima, con la mia piena fiducia. Lui, dopo, con la sua piena fiducia.
Ma soprattutto lui, perché lui non c'è più.
Ed anche se è giusto che lui non ci sia più, lui è il ricordo più forte che potrò mai assimilare ad un odore, soprattutto se è il mio.
Penso a lui sempre meno, ogni giorno meno. Eppure è una figura inalienabile.
Gusto.
Credo che sia strano. Il mio primo pensiero va a lei, al suo regalo di Natale, ai nostri viaggi, alla sua innocenza sporca. Poi penso ad un'altar persona, ad un momento particolare ed assurdo della mia vita, ai suoi occhi ed a quelli di molte altre persone.
"Credo lei avverta una similitudine con le api, miss Winter"
"Sì, dottor Blackbourne, ma non come crede lei"
Non avverto la mancanza di Blackbourne, ma quella di Summer. Così come non avverto l'assenza di Terezia, ma quella di Ryan.
E se il sapore del miele mi è dolce come mi era dolce la compagnia di Summer, non posso non pensare alle api ed a tutto ciò che Blackbourne mi ha spiegato. L'Ape Regina cambia, ma l'alveare continua a lavorare.
Non posso fare a meno di pensare al mio odore scelto per altre persone. Lei, prima, con la mia piena fiducia. Lui, dopo, con la sua piena fiducia.
Ma soprattutto lui, perché lui non c'è più.
Ed anche se è giusto che lui non ci sia più, lui è il ricordo più forte che potrò mai assimilare ad un odore, soprattutto se è il mio.
Penso a lui sempre meno, ogni giorno meno. Eppure è una figura inalienabile.
Gusto.
Credo che sia strano. Il mio primo pensiero va a lei, al suo regalo di Natale, ai nostri viaggi, alla sua innocenza sporca. Poi penso ad un'altar persona, ad un momento particolare ed assurdo della mia vita, ai suoi occhi ed a quelli di molte altre persone.
"Credo lei avverta una similitudine con le api, miss Winter"
"Sì, dottor Blackbourne, ma non come crede lei"
Non avverto la mancanza di Blackbourne, ma quella di Summer. Così come non avverto l'assenza di Terezia, ma quella di Ryan.
E se il sapore del miele mi è dolce come mi era dolce la compagnia di Summer, non posso non pensare alle api ed a tutto ciò che Blackbourne mi ha spiegato. L'Ape Regina cambia, ma l'alveare continua a lavorare.
Perché è Giusto che sia così.
Voglio chiedere a Brent se posso comprare un'arnia, per la piantagione.
Udito.
Sto ancora pensando non ai sensi, ma ai ricordi ad essi legati. Il suono lievissimo che si manifesta solo nella mia mente è piacevole, per un attimo, finché non giunge il ricordo anche per esso... il volto anche per esso. Un volto grigio, un sorriso ruvido. Un fremito di rabbia, che oramai il tempo ha fatto maturare in un placido odio.
Quell'attimo alla stazione dei treni. Quella scoperta alla piazza del mercato. Ero a Greenfield, mentre nasceva il mio odio che ancora non era tale. A quei tempi era smarrimento, abbandono. Debolezza.
Il suono che più amo è legato all'uomo ed alla sensazione che più odio.
Tatto.
Adesso, a mente fredda, è tutto estremamente chiaro, logico, lampante. Sulla linea di quel ricordo uditivo, nella consapevolezza dell'abbandono, l'unica sensazione tattile che avrei mai potuto trovare piacevole era quella e quella soltanto, legata alla mia reazione ed alla mia forza, alla fiducia. Quella Vera.
Uno strano percorso. Dall'amicizia dell'olfatto, ma sempre calibrata, allo squilibrio dell'affetto provato per il Gusto, alla delusione dell'assenza nell'udito. Ed in contrapposizione la presenza unica della mia vita. L'unica persona che non mi ha mai lasciata sola. E' tutto estremamente logico da un punto di vista comportamentale.
Eppure al momento, quando ho sentito quella sensazione oleosa tra le mani, le dita scivolare su una macchia di grasso, non ho capito subito perché quella potesse essere la mia esperienza tattile preferita.
Vista.
Un sorriso. Ci sono altre persone in ciò che vedo, altri colori. Ma la cosa importante di questo momento è un solo sorriso, una sola persona.
"Eri tu la regina della festa"
"Solo sulla carta. Quello che volevo si percepisse, sotto le apparenze, era che il centro di quella serata... eri tu"
E' stato forse il momento più sereno della mia vita recente. Non che non pensassi al lavoro. Non che non vi fossero problemi e sfide dietro la porta ad attenderci, ma... ma è stato il momento in cui lui ed io abbiamo attraversato la strada assieme.
Serenamente.
Anche questa è una logica conseguenza psicologica: dopo lo stupore per il percorso sensoriale tattile, non poteva che essere inconsciamente richiamata dalla mia mente l'immagine e la sensazione più simile al concetto canonico di "pace". Ed anche in questo caso... la mia pace ha un nome ed un cognome. Oltre che un sorriso. Un adorabile sorriso affilato, tanto simile al mio.
Un percorso interessante.
Torno su Hall Point con Brent. Mi offre un passaggio su una sua navetta. Salgo sull'Evolution conoscendolo estremamente meglio di lui.
Le mie condizioni sono semplici.
Voglio un alloggio ad Hall Point, nell'area degli ospiti, perché adesso sono un ospite. Voglio il conto aperto in entrambi i locali, perché odio girare con del volgare denaro in tasca, ma senza sconti nel pagamento a fine mese.
Accordi lavorativi, accordi semplici.
E' l'altro accordo che richiede del tempo.
Giuro che c'è stato un attimo, quando ha detto che lo avrebbe fatto uccidere, in cui ho pensato che l'avrebbe veramente potuto fare. Solo per un attimo.
Non pensavo si sarebbe arrabbiato così tanto, ma non avevo inizialmente compreso perché si fosse arrabbiato.
Si è arrabbiato perché si sente arrivato secondo.
Perché non vuole essere il numero "due" di nessuna storia, di nessuna vita, di nessun ambito.
Lo stimo per questo. Lo comprendo, lo apprezzo. E' un lato di lui che lo rende perfetto per essere ciò che è.
Non posso che percepire un retrogusto amaro nel rendermi conto che io continuo ad essere per lui una sfida che vuole e deve vincere. E' quella sua sfumatura di possessività che trattiene estremamente bene, finché non restiamo soli... ora la compredo: è l'istinto del dichiarare a se stesso il suo successo.
Gli ho fatto un'offerta, gli ho proposto un affare. E' quello che so fare meglio. Una offerta All Inclusive senza opzioni di personalizzazione.
Perché Donna Winter è Donna Winter, con ogni sua singola lettera, intonazione, sfumatura. Con ogni suo singolo pensiero ed azione. Con ogni sua vissuto, reazione, ricordo, storia. Con ogni suo volto. Con ogni sua priorità. Con ogni suo Senso.
E Donna Winter non cambia per niente e per nessuno.
Prendere o Lasciare.
Voglio chiedere a Brent se posso comprare un'arnia, per la piantagione.
Udito.
Sto ancora pensando non ai sensi, ma ai ricordi ad essi legati. Il suono lievissimo che si manifesta solo nella mia mente è piacevole, per un attimo, finché non giunge il ricordo anche per esso... il volto anche per esso. Un volto grigio, un sorriso ruvido. Un fremito di rabbia, che oramai il tempo ha fatto maturare in un placido odio.
Quell'attimo alla stazione dei treni. Quella scoperta alla piazza del mercato. Ero a Greenfield, mentre nasceva il mio odio che ancora non era tale. A quei tempi era smarrimento, abbandono. Debolezza.
Il suono che più amo è legato all'uomo ed alla sensazione che più odio.
Tatto.
Adesso, a mente fredda, è tutto estremamente chiaro, logico, lampante. Sulla linea di quel ricordo uditivo, nella consapevolezza dell'abbandono, l'unica sensazione tattile che avrei mai potuto trovare piacevole era quella e quella soltanto, legata alla mia reazione ed alla mia forza, alla fiducia. Quella Vera.
Uno strano percorso. Dall'amicizia dell'olfatto, ma sempre calibrata, allo squilibrio dell'affetto provato per il Gusto, alla delusione dell'assenza nell'udito. Ed in contrapposizione la presenza unica della mia vita. L'unica persona che non mi ha mai lasciata sola. E' tutto estremamente logico da un punto di vista comportamentale.
Eppure al momento, quando ho sentito quella sensazione oleosa tra le mani, le dita scivolare su una macchia di grasso, non ho capito subito perché quella potesse essere la mia esperienza tattile preferita.
Vista.
Un sorriso. Ci sono altre persone in ciò che vedo, altri colori. Ma la cosa importante di questo momento è un solo sorriso, una sola persona.
"Eri tu la regina della festa"
"Solo sulla carta. Quello che volevo si percepisse, sotto le apparenze, era che il centro di quella serata... eri tu"
E' stato forse il momento più sereno della mia vita recente. Non che non pensassi al lavoro. Non che non vi fossero problemi e sfide dietro la porta ad attenderci, ma... ma è stato il momento in cui lui ed io abbiamo attraversato la strada assieme.
Serenamente.
Anche questa è una logica conseguenza psicologica: dopo lo stupore per il percorso sensoriale tattile, non poteva che essere inconsciamente richiamata dalla mia mente l'immagine e la sensazione più simile al concetto canonico di "pace". Ed anche in questo caso... la mia pace ha un nome ed un cognome. Oltre che un sorriso. Un adorabile sorriso affilato, tanto simile al mio.
Un percorso interessante.
Torno su Hall Point con Brent. Mi offre un passaggio su una sua navetta. Salgo sull'Evolution conoscendolo estremamente meglio di lui.
Le mie condizioni sono semplici.
Voglio un alloggio ad Hall Point, nell'area degli ospiti, perché adesso sono un ospite. Voglio il conto aperto in entrambi i locali, perché odio girare con del volgare denaro in tasca, ma senza sconti nel pagamento a fine mese.
Accordi lavorativi, accordi semplici.
E' l'altro accordo che richiede del tempo.
Giuro che c'è stato un attimo, quando ha detto che lo avrebbe fatto uccidere, in cui ho pensato che l'avrebbe veramente potuto fare. Solo per un attimo.
Non pensavo si sarebbe arrabbiato così tanto, ma non avevo inizialmente compreso perché si fosse arrabbiato.
Si è arrabbiato perché si sente arrivato secondo.
Perché non vuole essere il numero "due" di nessuna storia, di nessuna vita, di nessun ambito.
Lo stimo per questo. Lo comprendo, lo apprezzo. E' un lato di lui che lo rende perfetto per essere ciò che è.
Non posso che percepire un retrogusto amaro nel rendermi conto che io continuo ad essere per lui una sfida che vuole e deve vincere. E' quella sua sfumatura di possessività che trattiene estremamente bene, finché non restiamo soli... ora la compredo: è l'istinto del dichiarare a se stesso il suo successo.
Gli ho fatto un'offerta, gli ho proposto un affare. E' quello che so fare meglio. Una offerta All Inclusive senza opzioni di personalizzazione.
Perché Donna Winter è Donna Winter, con ogni sua singola lettera, intonazione, sfumatura. Con ogni suo singolo pensiero ed azione. Con ogni sua vissuto, reazione, ricordo, storia. Con ogni suo volto. Con ogni sua priorità. Con ogni suo Senso.
E Donna Winter non cambia per niente e per nessuno.
Prendere o Lasciare.