martedì 17 aprile 2012

Variabile Umana

"Ti amo"

Non mi ha sorpreso quando me lo ha detto. Un po' perché lo sapevo già. Un po' perché... non era assolutamente il momento adatto. Non era la sera adatta.
Non puoi dire una cosa del genere ad una donna che sta cambiando la propria vita.
Logicamente, dico.
Ma non credo vi siano valutazioni logiche dietro una frase del genere. Due parole semplici e decontestualizzate.
Gli ho dato tutto. Ogni singola cosa della mia vita, tutto quello che ho costruito, tutto quello che ho distrutto, tutto ciò che potrei distruggere o che potrei costruire.
Gli ho passato i miei fascicoli, la mia forza, i miei segreti.
Gli ho dato il mio affetto, il mio corpo, il mio rispetto.
Eppure lui mi chiede ancora qualcosa. L'unica cosa che misi subito in chiaro che non gli avrei mai dato.
Gli ho passato il mio lavoro, quello che ho fatto e quello che stavo facendo, la mia promessa di aiutarlo, il mio ufficio, i miei progetti, i miei successi.
Gli ho dato le mie abitudini, i miei pensieri, le mie serenità, le mie fughe ed i miei ritorni.
Ho dato Donna Winter a Brent Ratliff.
Ma a lui non basta. E' uno dei motivi per cui sarà adattissimo al ruolo: lui non si accontenta.
Quante persone... avrebbero aspirato al mio ruolo? Quanti sullo Skyplex mi avrebbero pugnalato alle spalle, pur di sedersi sulla mia poltrona.
Lui, invece ha... ha avuto paura. A modo suo.
L'ho preso per mano. In senso letterario e figurato.

"Non ti lascio solo. Ci sarò sempre per te... ed anche per Hall Point... solo che ad Hall Point invierò fattura a fine mese..."
"Se... se lavorerai per noi, dovrai essere efficiente. Ho avuto una maestra spietata..."
"Sii spietato. Tanto io sono la migliore"

Rassicurarlo. Proteggerlo.
Io sono stata licenziata. Io devo cambiare la mia vita. Io devo riscrivere il mio futuro.
Ma non sono io a dover essere rassicurata, né protetta.
Ha sempre avuto ragione Heisenberg: ho un autocontrollo superiore alla media. La mutazione genetica avrebbe fatto impazzire persone meno controllate. Ma gestisco le mie emozioni così bene, che gestire quelle altrui è un esercizio semplice.
Le mie priorità sono pilastri inamovibili. Niente può turbarle.
Ancore e fondamenta di cemento che non oscillano alla tempesta più violenta.
Io Sono Più Forte. Di Tutto.
Devo proteggere Brent ed Hall Point.
Un bacio sulla fronte, un sorriso premuroso. Non importa se ci guardano. Che vedano. Non ho niente da nascondere. Brent non mi ha pugnalato alla schiena, che si sappia. Che si sappia che lui ha il mio appoggio, che lo avrà sempre. Che si sappia che Donna Winter non trema, mai.
Che si sappia che mettersi contro Brent Ratliff... sarà comunque mettersi contro Donna Winter. Perché anche se lascerò Hall Point, Hall Point non lascerà me. Mai.
Il Licenziamento non è che un attestato di Stima. Mi lasciano viva perché riconoscono che ho fatto molto, che l'unico errore che non posso cancellare non offusca ogni mio successo. Il Licenziamento è un premio prestigioso.
Io ho lavorato per uno Skyplex.
Io ne conosco i segreti.
Io ne conosco le dinamiche.
E vengo lasciata "andare", perché sanno che io non li tradirò mai. Questo è il tributo più grande che poteva essermi fatto.
Lo so.
Ma vedo... vedo Brent esitare.
No, un Head non può esitare.
Ed io glielo insegnerò.

Non mi interessa cosa penserà la gente, non mi riguarda più.
Passiamo la notte nella mia camera. Da soli.
Posso dirgli ogni cosa, ogni segreto, ogni retroscena di un mondo che già conosce molto bene, meglio di chiunque altro.
Percepisco... percepisco il suo disagio. Comprendo il suo stato d'animo. Anche la sua vita sta cambiando, sta per cambiare. Ed io devo proteggerlo anche dalle sue paure.
Lo abbraccio, lo bacio, gli sorrido. Gli offro tutta la mia dolcezza, per dargli tutta la mia forza.
Ma il sesso è una reazione chimica molto forte, troppo pressante. Giacciamo assieme ed io vorrei... vorrei essere dolce, premurosa, con lui. Vorrei essere la sua Accompagnatrice, il suo riposo, il suo relax. Ma non ci riesco.
Me ne accorgo mentre siamo ancora stretti l'un l'altra, mentre non abbiamo ancora finito di muoverci assieme.
Mi accorgo di essere troppo... aggressiva?
Il sesso è qualcosa che rende più difficile il controllo. Adesso so quanto sia più facile percepire se stessi mentre si è in cerca del piacere. E mentre cerco il piacere, lo cerchiamo assieme, scopro che a modo mio ho paura anche io.
Ma una paura diversa dalla sua, priva di esitazioni ma piena di forza, di rivalsa, di... aggressività.
La mia vita cambia ed io dimosterò alla vita stessa che Donna Winter non teme nulla. Non teme l'incertezza, non teme il cambiamento, non teme niente. Perché Donna Winter non è Hall Point. E' Hall Point ad essere Donna Winter.
Non c'è sconfitta, non c'è vendetta, né c'è rabbia.
C'è una Donna a testa alta, sempre. Una Donna che sa di valere più di ogni altra Donna, Uomo, Pianeta o MegaCorporazione. Più dell'Alleanza.
E lui non si ritrae da me. So che percepisce qualcosa. Devi abbassare delle barriere, durante il sesso, per creare un legame empatico che trascenda il DNA.
Forse un giorno scopriremo che il sesso funziona un poco come la mia mente mutata. Lui non può non percepire il mio stato d'animo, adesso, mentre mi stringe a sé.
Avrei voluto proteggerlo, ma il mio egoismo ed il mio orgoglio sono più forti del mio affetto per lui.
E quando giungiamo alla fine, non ho remore né rimpianti. Non mi vergogno di essere stata egoista, di aver sfogato il mio orgoglio con e su di lui.
Lo prendo per mano. In senso letterario e figurato.
Lo vedo più forte, così come io sono più rilassata. Ci sono strani equilibri di vasi comunicanti, nel condividere un letto, da svegli.
Una doccia. Gli spiego il valore di una doccia, di un rituale. Gli spiego l'importanza di tenere saldo il contatto con "se stessi".

"Perché mi stai dando tutto questo?"
"Perché è giusto che tutto ciò che ho sia tuo. Non ti lascio solo, Brent. Voglio che tu abbia tutto ciò che ho, ogni cosa che posso darti"
"Voglio te"
"Non mi hai già?"
"Non parlo del... punto di vista fisico..."
"Allora mi stai chiedendo una cosa che non posso darti, lo sai..."
"Scusa... Scusami. Avevo promesso di non chiedertelo mai"
"Non scusarti. Non hai niente di cui scusarti"
"Ti amo"

Ho sempre pensato che la mia carriera sarebbe finita con un colpo di pistola od un colpo di stato. Che qualcuno si sarebbe preso il mio posto con la forza o l'inganno. Che mi avrebbero uccisa o fatta sparire.
Ho sempre pensato che il primo pensiero del mio successore sarebbe stato cercare di cancellare la mia traccia da Hall Point per instillare la sua. Far svanire il mio prestigio per aver spazio per il suo. Uccidermi nel corpo e nella memoria. Distruggere il mio nome. Analiticamente, senza odio, in maniera calcolata e strategica.
Non avrei mai immaginato che a quella scrivania si sarebbe mai potuto sedere qualcuno che continuerà a seguire le linee che seguivo io, che non dimenticherà il mio nome e non tenterà di cancellarlo. E che non lo farà né per calcolo, né per strategia. Lo farà perché mi ama.

Ho pensato a molte parole con cui avrebbe potuto concludersi il mio lavoro su Hall Point.
"Addio"
"Muori"
"Non farti più vedere sulla mia stazione"
"Hai ventiquattro ore per sparire"
Oppure il silenzio di un succo avvelenato.
Non avrei mai pensato che il mio lavoro su Hall Point si sarebbe concluso con Ti Amo.

E' una variabile che non avevo mai considerato.
La variabile umana.