venerdì 20 gennaio 2012

Reputazioni e Ripetizioni

Serata di Gala.
Non capisco perché i gossip abbiano voluto compararmi alla nuova Manager della Blue Sun Corporation. Non capisco perché abbiano scelto quella pessima foto.
Nota per me stessa: preparare un folder di immagini da dare in giro alla stampa. Mi servirebbe un giornalista. Od almeno un fotoreporter, un freelancer. Qualcuno a cui passare documenti, dati, da far trapelare. Senza che vi sia il mio nome dietro.
C'era quel ragazzetto di New London, una volta. Ricordo di avergli dato i miei recapiti. Non li ha mai usati. Detesto le persone prive di ambizione.
A tal proposito, devo trovare il modo di parlare con Marston prima della serata di gala. La reprise di danza sta andando piuttosto bene. Ho imparato un paio di lenti e qualche danza sociale. Le trovo molto più semplici dei lenti.
Sono schemi precisi, figure nette, ordinatamente geometriche e matematiche. Ripetizioni mnemoniche. Equilibri ritmici.
I lenti, invece, sono più incerti. Troppe variabili, coppie che non appartengono allo stesso quadro che devono coordinarsi in tempo reale. Ma, soprattutto, il fatto di essere "guidata".
Non capisco perché debba essere il Cavaliere a condurre la Dama. Apprezzo le gerarchie predefinite: danno la giusta responsabilità a chi deve averne. Ma non comprendo perché la gerarchia debba essere impostata senza una preventiva ed oggettiva valutazione delle capacità del singolo. Se avessi un pessimo cavaliere, farei una pessima figura per sua colpa, non mia. E' una gerarchia certa, quella della danza dei lenti, ma priva di supporti logici.
Comprendo, comunque, che la logica spesso esuli dai contesti mondani.

giovedì 19 gennaio 2012

Empty

Quando Darius è stato allontanato da Hall Point, mi è sembrato un atto semplice, dovuto, obiettivo. Per qualche giorno, in ogni caso, ammetto che mi sia mancato. Mi mancava qualcuno con cui parlare liberamente di ogni singolo problema dello Skyplex e di ogni retroscena. Ma parliamo di lavoro, di scambi di opinioni. Di libertà di parola.
Quando sono partita da Horyzon per trasferirmi su Hall Point, pur sapendo che la mia famiglia avrebbe chiuso al porta di casa alla mia presenza, non ho avvertito vuoto. Anzi. Percepivo le potenzialità della mia iniziativa e sacrificare quel lascito non era un peso.
Quando Terezia mi ha detto che doveva toranre su Shylock, ho avvertito una punta di delusione, che non derivava da lei, ma dal fatto che ero consapevole che avrei percepito la sua assenza. L'efficienza di Hall Point ha perso un paio di punti percentuali senza di lei ed io ho meno persone fidate a cui delegare incarichi delicati.
Quando ho lasciato Lucas, non ho avvertito rimpianto. Forse un attimo di destabilizzazione nel dover riprogettare alcuni aspetti della mia vita da capo. Qualche volta, nei mesi successivi, ammetto di aver pensato di volerlo ancora tra le mie lenzuola.

Per questo, quando mi ha detto che lei era partita, dedideravo toccarlo, sfiorarlo soltanto. Ho veramente sentito l'impulso di tendere una mano e di cercare di percepire il Vuoto.
Ho allungato il braccio, ho posato le dita sulle sue. Sarebbe bastato un attimo.
Avrei capito cosa significava Assenza.
Avrei capito cosa significava Mancanza.
Avrei capito cosa significava Lontananza.
Ho ritratto la mano, senza chiedere al mio scherzo del destino di farmi capire quella sensazione.
"Se ne sarebbe accorto" è la scusa che mi sono data davanti alla mia scelta.
Ma mi sono ingannata per un attimo. Neppure io sono così brava da darla a bere a me stessa.
"Hai avuto paura" mi sono risposta per cercare di rimediare.
Eppure so che neppure questo è vero.

sabato 14 gennaio 2012

Vento Solare

Analizzare i dati, anche quelli che non conosci.
La matematica è la scienza dei dati, indipendentemente dalla loro natura. Una sequenza di numeri, che siano valori atomici, economici, biologici o di qualunque altra natura, resta una sequenza di numeri.
C'è una pace intima nei numeri, un profondo senso di ordine. Un 1 resta un 1 in ogni variabile dello stesso sistema di riferimento, seppur possa mutare in infinite sfumature in base al variare del sistema di riferimento. Ricordo che un tempo esisteva una credenza folkloristica chiamata "magia". Qualcosa di inspiegabilmente intangibile eppure esistente, più o meno.
Ecco... i numeri sono magia. Sono pilastri inossidabili in ogni loro variazione ed evoluzione. Sono certezze nell'incerto. Una volta costruita la base adatta, il calcolo è esatto. Sempre. Non vi è margine d'errore, se non nella costruzione della base e nell'imperfezione dell'uomo che svolge i calcoli. Ma i numeri, non sbagliano mai.
Voglio essere un Numero. Perfetto.

venerdì 13 gennaio 2012

Miserere

Questo è un miserere senza lacrime


Ho avuto paura di lui. In alcune occasioni. Timore, forse.
Diciamo che mi ha dato preoccupazioni.
Non quando ha tentato di uccidermi. Quegli accadimenti erano quasi banali, ordinari.
No. Mi inquietava quando restava in silenzio.
Lo immaginavo strisciare nella mia stazione, tra le mie paratie, alle mie spalle, tar i miei dati, i miei files, i miei uomini, i miei affari. Ho visto le sue mani dentro le ombre ed i suoi piedi calpestare i miei passi.
Ora, non c'è altro che un inutile cadavere di vecchio uomo. Inutile vecchio uomo.
Mi sento più fragile e più forte al tempo stesso.

domenica 8 gennaio 2012

La Chiave

"Potresti essere la chiave per risolvere la situazione"

E' ironico che ci sia solo una persona che mi considera La Chiave. Di una singola questione di cui forse ignoro ogni cosa. Non ne ho idea.
Eppure è la mia aspirazione. Essere una Chiave, un passpartout. Voglio avere le chiavi di ciò che accade, le serrature da aprire ed i fascoli da estrarre. La conoscenza è potere, il genere di potere che porta il denaro e che il denaro porta.
Ed io perseguo il potere, quindi, la conoscenza.
Ho compiuto un altro passo verso il potere, oggi.
Spero che sia profiquo, quanto non ho più voglia di sperare e inizio a voler pretendere.

sabato 7 gennaio 2012

Dust & Devils

Attentato di matrice indipendentista su Greenfield. Dicono di chiamarsi Dust Devils. Ci sono diavoli nella polvere, demoni dimenticati e sporchi che sputano fuoco sulla flotta alleata. Ed adesso gli Alleati li cercheranno. Si sentono colpiti, feriti, deboli. Arrabbiati.
Peccato, credevo che il caso Koroleva avrebbe voltato lo sguardo della flotta verso altri sistemi, per un po'. Peccato.
Il Black Oak Ranch non si fida della Blue Sun Corporation. Troppi esperimenti, troppe "cose strane". Di contro la Blue Sun Corporation "non si abbassa neppure a commentare i rancheri". Di sicuro, l'esperimento con il fertilizzante L1 non avrà mai più seguiti.
Ed io?
Io sono qui, ovunque, stazione sospesa lungo le rotte tra tre sistemi commerciali. Io stessa sospesa tra amicizie e contatti con chiunque.
Nel torbido, si pesca meglio.
Koroleva ed Albany non saranno sedati. Non ci sono i presupposti, ad oggi. La guerra sarà una ottima opportunità.
Non vedo polvere, lungo la mia strada. Ma solo diavoli.
Terezia dice che io sono il Diavolo e che lavorare per me è stringere patti per l'inferno.
Se è così, la via per l'inferno non è coperta di polvere, ma di denaro.
E di sorrisi.

giovedì 29 dicembre 2011

Dicotomie

Ogni volta che Arkan se ne esce con la storia delle microspie sui miei vestiti, l'istinto mi fa pensare ai mie satelliti spia.
E' abitudine. Poi mi ricordo che quelle battute appartenevano ad un altro mondo ed ad un altro uomo.
Ogni volta che faccio quella battuta, non posso fare a meno di pensare che resistere alle pallottole non significa necessariamente che non possa passarlo da parte a parte con una spada. E che vorrei tanto provarci per vedere se muore. Un puro esperimento scientifico. Ovviamente, non sto parlando di Arkan.
Se Summer sapesse che l'unico essere vivente sulla terra che sa veramente cosa provo per Lui è Gibbs, suppongo che non me lo perdonerebbe mai. Ad essere sincera non so neppure perché glielo abbia detto, ma Ryan è oggettivamente l'unica persona a sapere che spero che Lui sia vivo perché altrimenti non posso ucciderlo io.
Il punto è solo che ho affidato a Ryan il mio presente, come ho affidato a Scott il mio passato. Così posso essere certa che nessuno lo ricostruirà mai pur essendo riuscita a sfogarmi.
Non riesco minimamente ad immaginare Gibbs e Scott seduti al saloon a complottare alle mie spalle. E non perché io sia una persona estremamente adorabile... ma solo perché so scegliere bene come diversificare le mie confidenze tra le persone giuste.
Penso spesso all'inutilità della dicotomia, di questi tempi. Creo parallelismi che mi fanno sorridere.
Gibbs mi ha detto che, se fossi nei guai, verrebbe a riprendermi "nel buco del culo della nave madre indipendentista". Colorito per un alto graduato.
Scott mi ha detto che mi considera una alleata. Con la "A" minuscola e senza connotazioni unioniste.
Il punto è che, in una visione dicotomica del Verse, le due questioni dovrebbero essere opposte e contrarie.
John mi ha insegnato ad usare il coltello. Più ad evitare le coltellate che a darle, ma perché io gli ho chiesto di insegnarmi a difendermi. Carnifinde mi ha regalato dei sai per Natale.
La questione è che entrambi hanno seguito la stessa filosofia, anche se vedono il mondo con sguardi opposti.
Perché non si rendono conto di quanto c'è di sbagliato in tutto questo?
La loro visione partitaria dell'universo li rende fallaci. Il Bianco è il riflesso del Nero e viceversa, ma ogni altro colore percepibile da occhio umano nasce e muore nelle gradazioni tra luce ed ombra.
Sono limitati.
L'unica persona illimitata che frequento oggi è Terezia. La cosa appare quasi ridicola se superficialmente si pensa alle sue limitazioni prettamente fisiche e quindi solo marginalmente influenti.
Poi, ci sono le sfumature, ovviamente. Non commetto l'errore che biasimo negli altri. Summer, ad esempio, è limitata da limiti autoimposti, non da quelli convenzionali degli schieramenti e delle ideologie.

Non ho ancora capito se mi fa piacere che Arkan parli di microspie sui miei abiti oppure no.