giovedì 19 gennaio 2012

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Quando Darius è stato allontanato da Hall Point, mi è sembrato un atto semplice, dovuto, obiettivo. Per qualche giorno, in ogni caso, ammetto che mi sia mancato. Mi mancava qualcuno con cui parlare liberamente di ogni singolo problema dello Skyplex e di ogni retroscena. Ma parliamo di lavoro, di scambi di opinioni. Di libertà di parola.
Quando sono partita da Horyzon per trasferirmi su Hall Point, pur sapendo che la mia famiglia avrebbe chiuso al porta di casa alla mia presenza, non ho avvertito vuoto. Anzi. Percepivo le potenzialità della mia iniziativa e sacrificare quel lascito non era un peso.
Quando Terezia mi ha detto che doveva toranre su Shylock, ho avvertito una punta di delusione, che non derivava da lei, ma dal fatto che ero consapevole che avrei percepito la sua assenza. L'efficienza di Hall Point ha perso un paio di punti percentuali senza di lei ed io ho meno persone fidate a cui delegare incarichi delicati.
Quando ho lasciato Lucas, non ho avvertito rimpianto. Forse un attimo di destabilizzazione nel dover riprogettare alcuni aspetti della mia vita da capo. Qualche volta, nei mesi successivi, ammetto di aver pensato di volerlo ancora tra le mie lenzuola.

Per questo, quando mi ha detto che lei era partita, dedideravo toccarlo, sfiorarlo soltanto. Ho veramente sentito l'impulso di tendere una mano e di cercare di percepire il Vuoto.
Ho allungato il braccio, ho posato le dita sulle sue. Sarebbe bastato un attimo.
Avrei capito cosa significava Assenza.
Avrei capito cosa significava Mancanza.
Avrei capito cosa significava Lontananza.
Ho ritratto la mano, senza chiedere al mio scherzo del destino di farmi capire quella sensazione.
"Se ne sarebbe accorto" è la scusa che mi sono data davanti alla mia scelta.
Ma mi sono ingannata per un attimo. Neppure io sono così brava da darla a bere a me stessa.
"Hai avuto paura" mi sono risposta per cercare di rimediare.
Eppure so che neppure questo è vero.