"Io prendo un caffé"
"Due caffé"
Ci sono due persone.
Uno è un lurido bastardo.
Una è una lurida bastarda.
Uno indossa una uniforme della flotta.
Una lavora per uno Skyplex.
Uno è convinto che l'altra sia una lurida bastarda.
Una è convinta che l'altro sia un lurido bastardo.
Entrambi sono seduti ad un chiosco in Carpathia Square. Entrambi allo stesso tavolo. Entrambi, ordinano un caffé.
C'è un significato strano nell'ordinare caffé. Non posso fare a meno di pensare alla Rooster.
"Non ho mai capito come mai a Ryan piaccia il caffé"
"E' morto"
Una correzione grammaticale da parte di Jack Rooster. Ma ha ragione lei: c'è un tempo verbale sbagliato nella mia frase.
Ma torniamo alle nostre due persone.
Uno è convinto di saperne più dell'altra.
Una è convinta di sapere meno dell'altro.
Uno cerca di mettere a disagio l'altra.
Una è così sicura di essere la parte debole, che non avverte disagio.
Uno si vanta di una manovra di troppo.
Una capisce che l'altro non avrebbe dovuto fare quella manovra, se avesse veramente saputo tutto.
Uno viene colto alla sprovvista.
Una viene colta alla sprovvista.
Ed ecco che una base di valutazione errata stava portando a conseguenze drammatiche.
Ma la differenza tra un professionista ed un dilettante è che il professionista sa adeguare la propria strategia allo scorrere degli eventi.
Uno cambia la piega del suo approccio con l'altra.
Una cambia la piega del suo approccio con l'altro.
Uno non diventa amico dell'altra, ma parla con lei.
Una non diventa amica dell'altro, ma parla con lui.
Uno si rende conto di saperne meno dell'altra.
Una si rende conti do saperne più dell'altro.
Il giuoco delle parti domina la scena. Quell'autore di teatro europeo, codificato alla Biblioteca di Ghandi come "I33", ha scritto una frase interessante: Io sono Colei che mi si crede.
Uno, crede l'altra una lurida bastarda, utile.
Una, crede l'altro un lurido bastardo, utile.
Entrambi, si danno appuntamento per un drink.
E' dannatamente ironico come i miei rapporti con la gente che mi odia si riducano sempre più spesso ad incontri alcolici.
...e poi, analcolico con Adams e Ritter. Parlare di uomini, donne, preferenze e relazioni di letto come se non... non ci fossero guerre e problemi. Come se non ci fossero morti e battaglie. Come se non ci fossero soldi ed affari. Una sensazione strana. Una sensazione piacevole.
Credo di volerlo... rifare. Qualche volta.
A fine serata, mando un messaggio a Scott. Poche righe, giusto per dirgli che forse... forse... abbiamo un insospettabile alleato. Almeno per questa volta, almeno per questa storia.
Una riga di risposta da lui. Mi piacciono le sue risposte: sono semplici e contengono tutte le informazioni utili e necessarie.
Si è solo dimenticato di aggiungere che si trovava su Hall Point.
Mi chiedo se Jack gli abbia detto qualcosa del nostro incontro...
"Credo di aver capito che il tipo di uomo che le piace, miss Winter, è quello che non si concede facilmente"
"Suppongo lei abbia ragione, miss Adams... potrei perdere la testa per un uomo che mi dica di "no" per tre o quattro volte..."
"Due caffé"
Ci sono due persone.
Uno è un lurido bastardo.
Una è una lurida bastarda.
Uno indossa una uniforme della flotta.
Una lavora per uno Skyplex.
Uno è convinto che l'altra sia una lurida bastarda.
Una è convinta che l'altro sia un lurido bastardo.
Entrambi sono seduti ad un chiosco in Carpathia Square. Entrambi allo stesso tavolo. Entrambi, ordinano un caffé.
C'è un significato strano nell'ordinare caffé. Non posso fare a meno di pensare alla Rooster.
"Non ho mai capito come mai a Ryan piaccia il caffé"
"E' morto"
Una correzione grammaticale da parte di Jack Rooster. Ma ha ragione lei: c'è un tempo verbale sbagliato nella mia frase.
Ma torniamo alle nostre due persone.
Uno è convinto di saperne più dell'altra.
Una è convinta di sapere meno dell'altro.
Uno cerca di mettere a disagio l'altra.
Una è così sicura di essere la parte debole, che non avverte disagio.
Uno si vanta di una manovra di troppo.
Una capisce che l'altro non avrebbe dovuto fare quella manovra, se avesse veramente saputo tutto.
Uno viene colto alla sprovvista.
Una viene colta alla sprovvista.
Ed ecco che una base di valutazione errata stava portando a conseguenze drammatiche.
Ma la differenza tra un professionista ed un dilettante è che il professionista sa adeguare la propria strategia allo scorrere degli eventi.
Uno cambia la piega del suo approccio con l'altra.
Una cambia la piega del suo approccio con l'altro.
Uno non diventa amico dell'altra, ma parla con lei.
Una non diventa amica dell'altro, ma parla con lui.
Uno si rende conto di saperne meno dell'altra.
Una si rende conti do saperne più dell'altro.
Il giuoco delle parti domina la scena. Quell'autore di teatro europeo, codificato alla Biblioteca di Ghandi come "I33", ha scritto una frase interessante: Io sono Colei che mi si crede.
Uno, crede l'altra una lurida bastarda, utile.
Una, crede l'altro un lurido bastardo, utile.
Entrambi, si danno appuntamento per un drink.
E' dannatamente ironico come i miei rapporti con la gente che mi odia si riducano sempre più spesso ad incontri alcolici.
...e poi, analcolico con Adams e Ritter. Parlare di uomini, donne, preferenze e relazioni di letto come se non... non ci fossero guerre e problemi. Come se non ci fossero morti e battaglie. Come se non ci fossero soldi ed affari. Una sensazione strana. Una sensazione piacevole.
Credo di volerlo... rifare. Qualche volta.
A fine serata, mando un messaggio a Scott. Poche righe, giusto per dirgli che forse... forse... abbiamo un insospettabile alleato. Almeno per questa volta, almeno per questa storia.
Una riga di risposta da lui. Mi piacciono le sue risposte: sono semplici e contengono tutte le informazioni utili e necessarie.
Si è solo dimenticato di aggiungere che si trovava su Hall Point.
Mi chiedo se Jack gli abbia detto qualcosa del nostro incontro...
"Credo di aver capito che il tipo di uomo che le piace, miss Winter, è quello che non si concede facilmente"
"Suppongo lei abbia ragione, miss Adams... potrei perdere la testa per un uomo che mi dica di "no" per tre o quattro volte..."