domenica 27 novembre 2011

Cani e Pecore

Il Ragazzino è una ventata d'aria fresca nella mia vita. Ha anche lui i suoi chiaro-scuri, ma amo la sua schiettezza, il suo essere ancora solare.
Vorrei essere come lui, ogni tanto. Ma in realtà adesso ho capito a cosa posso aspirare.
C'è una ballata che ho sentito su Greenfield.

Keep movin', movin', movin',
Though they're disapprovin',
Keep them doggies movin' Rawhide!
Don't try to understand 'em,
Just rope and throw and grab 'em,
Soon we'll be living high and wide.
Boy my heart's calculatin'
My true love will be waitin', be waiting at the end of my ride.

Ed è ridicolo che io, che non so cavalcare, sappia perfettamente cosa significhi cavalcare verso il tramonto.

martedì 22 novembre 2011

Tales

C'è un Specchio.
Lo specchi conosce ogni cosa, risponde ad ogni domanda, senza mentire, mai. Ma devi conoscere la domanda giusta.

C'è una Principessa.
E' bella, innocente, ignara della complessità del mondo con cui dovrà avere a che fare.

C'è un Cacciatore.
Leale, ma giusto. Ligio al suo dovere eppure traditore davanti al suo concetto di giustizia. Gli vien chiesta una prova, e lui la falsifica perché non ha il coraggio di schierarsi veramente, pur volendo vivere nella giustizia in cui crede, nonché nella lealtà al potere per cui combatte.

Ci sono dei Nani.
Pensano solo al duro lavoro, non hanno chiesto loro di finir coinvolti in storie che non appartengono alla loro miniera.

C'è un Regina, od una Strega.
Che brama una cosa soltanto e non ha dubbi od esitazioni nel cercare di raggiungere il suo obiettivo, ad ogni costo.

C'è un Mela.
Tutti i sogni, tutti i tradimenti, ogni dolcezza e l'essenza del fiele sono racchiusi nella Mela, regalo e congiura, merce di scambio e legame indissolubile.

Credo che ognuno di noi, nella sua vita, ondeggi tra questi ruoli, equilibrando la sua esistenza dell'essere un poco di tutti e molto di ognuno. Una favola educativ, interessante, psicologica. Se analizzo ogni singola persona che conosco, vedo in lei una preponderanza di un singolo elemento della fiaba, ma anche ogni sfumatura di tutti gli altri. Nessuno escluso.
Qualcuno equilibra bene anche più aspetti. Ricordo che Lui era dannatamente bravo ad essere ogni singolo lato della storia.
Ma a parte Lui, tutti gli altri oscillano verso uno dei ruoli, come attori al casting per una pièce importante.
Il Guerriero è decisamente il Cacciatore, così come la Bambina è decisamente la Principessa. Eppure anche il Guerriero sa essere innocente, anche il Guerriero sa essere votato al suo obiettivo, anche la Bambina sa essere concentrata sul suo lavoro, anche la Bambina sa rispondere alle domande.
Quello che io cerco, però, è la Mela. Io, venditrice di Mele per definizione, Strega tentatrice per antonomasia, temo ogni sera le Mele altrui. Illusioni ed inganni nascosti nell'ombra di promesse suadenti. Io sono la Regina e la Strega, agli occhi degli altri, più di ogni altra cosa.
L'Ingegnere dice che sono la Regina di Cuori, con i miei ordini di tagliare la testa ai passanti.
Ma io non gioco a croquet. Io offro Mele agli affamati, e con essere reco veleno. Il punto è che lo faccio solo con chi lo merita, ma questo dettaglio viene spesso ignorato. Nessuna Strega ha mai offerto mele ai Nani, od allo Specchio, ma solo ed esclusivamente a Biancaneve. Una Principessa che agli occhi della Regina era una minaccia ed una traditrice.
Sì, il Guerriero è anche un po' Strega con la Bambina-Principessa.
E la cosa veramente comica, è che io non ho mai offerto Mele a nessuno, sebbene tutti se ne aspettino sempre una da me.
Dovrei veramente iniziare a fare come dice l'Ingegnere.

Ah, già. C'è un Principe.
Arriva, bacia la Principessa, dissolve gli incantesimi, rende tutti felici e contenti. Ma questa è la parte fiabesca ed immaginaria del tutto.

venerdì 11 novembre 2011

From another point of view

"Devo nascondermi"

So esattamente che non ho mai avuto bisogno di nascondermi per proteggermi dal fuoco. Nessuna mitragliatrice ha mai sparato davanti a me. Eppure c'è gente che si nasconde non per paura ma per coraggio. Ed ugualmente non riesco a comprendere l'idea del nascondersi, pur capendo adesso l'istinto a farlo.

"Sto per morire"

Ho sempre avuto una via d'uscita, nella mia vita, anche quando avevo la canna di una pistola puntata al volto. Solo uan volta avevo le braccia e le gambe bloccate, il veleno che scorreva dalla flebo verso le mie vene e la rabbia e la paura di non poter fare nulla. Non è paura di morire, ma è l'ineluttabilità e l'impotenza. Ma non c'era urgenza, se non la rabbia. Il tempo non era contato quanto lo è per chi resta bloccato tra le fiamme, senza via d'uscita.

"Devo fare presto"

L'ansia non fa parte del mio stile di vita. Posso avere scadenze da rispettare, ma la fretta è sempre cattiva consigliera. Eppure adesso so cosa significa il terrore di non fare in tempo, la paura di arrivare in ritardo e di non poter fare nulla. Di poter solo subire le conseguenze senza apportare il mio contributo, senza poter magari tentare di risolvere la situazione.

"Solo Lavoro"

Ma io sono l'Head di Hall Point. So esattamente cosa significa fare ciò che facciamo... solo per lavoro. Niente di personale.

E' notevole pensare che di quattro punti di vista, solo uno è veramente il mio. L'ultimo.

giovedì 10 novembre 2011

Variazioni sul Tema

Propositività e superficialità.
Mi chiedo quante realtà esistano, quanti mondi di priorità deviate o divergenti si affianchino ogni giorno.
Non riesco ad invidiare chi non ha urgenze nella vita che condizionino e dettino i loro tempi di reazione e la loro scala d'importanza degli eventi.
Vorrei avere collaboratori efficienti a cui demandare certe questioni, giacché più percorro la mia strada, più mi sembrano dettagli, minime sfumature in un mondo complicato. Adoro i dettagli, venero le sfumature. Non voglio lasciarli indietro, ma non posso neppure dedicare loro il tempo che non ho.

Devo ancora trovare da dove ritagliarmi il tempo per il tessenjutsu...

mercoledì 9 novembre 2011

Non Convenzionale

Ieri sera ho preso un thé con Richard, su Horyzon. Avevo bisogno di distrarmi, di fare mente locale. Amo le Terrazze Verdi. Richard è stato estremamente gentile a far finta, per una volta, di non essere la mia scorta ma il mio accompagnatore, comea i tempi di Darius.

E' così strano non avere nessuno con cui parlare. Mi ero abituata a riflettere a voce alta, a confrontarmi con qualcuno, ad ascoltare i miei pensieri ed a riornirli per esporli. Ma adesso non ho più nessuno con cui farlo, se non Richard ed il Dott. Foster.
Forse è per questo che l'Ingegnere non mi capisce mai quando parlo: non so più parlare.
Eccetto quando ho da minacciare qualcuno. Come il Guerriero. Con lui ci siamo capiti al volo.
Magari è la collaborazione che non è facile. Convivere con la mia testa. Con me.
Richard dice che sono io che giustamente non mi fido delle persone. Secondo lui, fuori dallo Skyplex, nessuno sa come interfacciarsi con la gente dello Skyplex.
Per loro siamo tutti degli infidi bastardi. In realtà, siamo solo bastardi, ma questo lo sappiamo solo noi, noi dello Skyplex.

"Come il discorso di Hannibal, miss Winter"

Hannibal. Darius Hannibal. Il Bestione.
Mi stava simpatico ed era bravo a fare il suo lavoro. Non è colpa sua, in termini diretti di quello che è successo a me ed allo Skyplex in queste settimane. E' colpa dell'inefficienza dei suoi uomini. Ma una testa doveva cadere, un responsabile doveva pagare.
Il fatto che lo trovassi simpatico ha discriminato il fatto che lo abbia licenziato e che gli sia proibito mettere piede ad Hall Point. Se Darius non mi fosse piaciuto, le mie azioni sarebbero state molto diverse e così quelle dello Skyplex.
Ma di sicuro non l'hanno preservato... nulla avrebbe potuto farlo. Chi deve pagare, paga. Sono le regole di Hall Point. E, spesso, paga anche chi non deve pagare, purché qualcuno alla fine paghi... e paghi il conto completo.
Forse non c'è onore in questo. I concetti di Lealtà del Guerriero probabilmente avrebbero difeso a spada tratta Darius davanti a chiunque, in quanto incolpevole.
Ma io non sono il Guerriero ed Hall Point non è la Flotta. Il mio concetto di Lealtà è devoto solo all'efficienza, alla produttività ed alla sicurezza di Hall Point.
Difenderò sino alla morte ciò che è mio, finché è mio, da qualunque minaccia interna ed esterna.
A modo mio.
Ripensandoci, proibire ad Hannibal di mettere piede sullo Skyplex è una sua garanzia. Perché se vi mette piede è morto.
Se la gente si rendesse conto che io faccio il loro bene, probabilmente guarderebbe le cose con occhi diversi. Ma neppure si rendono conto di quanto io faccia il loro bene.
Forse è solo perché lo faccio in maniera non convenzionale

martedì 8 novembre 2011

Zero

Ripartire.
E' interessante che il mondo che vedo io non somigli al mondo che vedono gli altri. Forse sono troppo buona, o troppo cattiva, con sfumature diverse e gradazioni di complessità differenti dal resto del genere umano.
Il Guerriero vive con estrema semplicità situazioni complesse. Mi ha minacciata dell'unica cosa per cui nessuno deve osare minacciarmi ed io ho minacciato lui dell'unica cosa che non dovrei aver bisogno di minacciare. E sulla base di questa minaccia reciproca, ci siamo stretti la mano. Strano.
Ho riflettuto a lungo sul perché abbia voluto specificare che Lui non mi aveva dato nulla. Credo che lo abbia fatto per preparare la strada ad un eventuale fallimento, in modo che il suo "qualcosa" abbia più valore. Ma non credo lo abbia fatto apposta. Sono convinta che sia stato un riflesso istintivo.
Mi manca un poco il Bestione. Forse non era all'altezza dell'incarico, ma almeno con lui potevo parlare liberamente di molte cose. E sarebbe stata la persona adatta con cui far interfacciare il Guerriero. Sarebbe stato profiquo e divertente.
Ma anche il Bestione non era adatto. Che sia io a pretendere troppo dalle persone?
Eppure non mi sembra di chiedere molto. Un capo della sicurezza che non faccia entrare sicari in camera mia, un uomo che capisca quando parlo e non fraintenda ogni parola che dico, una frequentazione che mi dia qualcosa in cambio di tutto ciò che prende da me, una conoscenza che cammini a testa alta senza costringermi ad alzargliela ogni volta.
Credo abbia ragione la Bambina. Nessuno è alla mia altezza.

sabato 5 novembre 2011

La Cosa Giusta

Volevo fare la cosa giusta. Una volta, nella mia vita, volevo fare ciò che era giusto per qualcuno che non sono io e non è lo skyplex. Forse questo è un forte segnale di un problema. E forse so anche quale.
Il punto è che non volevo, ma devo.
Perché comunque il mio problema è che voglio fare quello che è giusto per lui. Non voglio usarlo, perché... perché lui è fuori dai miei giochi, dalla mia vita, dal mondo in cui vivo e gioco. Non ho mai voluto farlo. Adesso, se voglio che lui non sia una pedina, devo usarlo. Cielo quanto è ironico.
Sono stata dannatamente sincera e non ho ottenuto quello che volevo.
Probabilmente, non sono nata per la sincerità. Sono in grado di distruggere le persone, quando sono sincera. Quindi, è giusto che torni a mentire, a giocare, a smuovere carte e pedine.
Con la sincerità, ucciderei qualcuno. E' un'arma che non so usare.
Ed io devo usare le armi giuste, se voglio fare le cose giuste.