Ciao Donna,
ieri abbiamo festeggiato il capodanno con il resto della famiglia. Il piccolo Hugo si diverte a ripetere allo sfinimento i nomi di tutti i presenti e tuo padre è veramente contento di fare il nonno.
Ho letto sui giornali che verrà data una specie di festa, un concerto, che tu ne sei in qualche modo la promotrice. Qualcuno dice che tu sia una persona famosa.
Perché non approfitti di questo viaggio per passare... a casa?
Credo tua madre ne avrebbe piacere. In fondo, non vi vedete da quasi un anno, oramai.
In ogni caso, ti auguro tanta felicità.
Baci,
Thereza
Carissima Thereza,
ti rispondo da una navetta spaziale in viaggio. Il delay del contatto potrebbe causare del deperimento della qualità del messaggio, ma suppongo verrà reintegrato appena raggiungerò una copertura cortex migliore in aree più civilizzate del 'Verse.
Ti ringrazio per il tuo messaggio e per i tuoi augurii, ma dubito che la mia agenda mi permetta di passare nel'area abitativa di Capital City nei prossimi tempi, specie dato che suppongo che il rapporto investimento/vantaggi di questo viaggio sia ottimale.
Troverei una inutile perdita di tempo recarmi alla mia abitazione, dato che le possibilità che ci siano dei vantaggi da questa visita sono particolarmente remote.
In ogni caso, porta i miei migliori saluti a mio fratello.
Ti auguro ogni bene per il nuovo anno.
Donna
Donna... non dovresti essere così prevenuta nei confronti dei tuoi genitori...
Sono certa che, se vi parlaste... trovereste di nuovo dei punti di contatto.
Perché non provare?
Thereza
Mia cara,
temo tu mi abbia fraintesa e probabilmente tu abbia frainteso la situazione. Non vi è alcun pregiudizio né nei confronti della mia famiglia, né nei miei confronti.
Dovresti attuare una analisi più oggettiva della situazione: da ambo le parti c'è sempre stata chiarezza delle posizioni e trasparenza comportamentale.
Le mie aspirazioni professionali non collimano con quelle dei miei genitori né nei modi, né nei tempi di realizzazione. Questo è un dato di fatto, semplicemente.
Essendone entrambi ben consapevoli, abbiamo ovviamente agito tutti di conseguenza.
Questo è un fortissimo punto di contatto, molto più importante di ipocriti sorrisi di circostanza. Se c'è una cosa che ho imparato dalla mia famiglia, è l'importanza della Coerenza.
Ti prego quindi di focalizzare la tua attenzione suq uesto dettaglio e vedrai che la situazione ti apparirà più chiara e completamente priva di problematiche di sorta.
Donna
Questo Blog è legato al gioco di ruolo online "Ballad of Serenity" (www.balladofserenity.net) e non rispecchia dati o fatti reali, bensì invenzioni di fantasia legati alla finzione narrativa del gioco.
martedì 24 gennaio 2012
venerdì 20 gennaio 2012
Reputazioni e Ripetizioni
Serata di Gala.
Non capisco perché i gossip abbiano voluto compararmi alla nuova Manager della Blue Sun Corporation. Non capisco perché abbiano scelto quella pessima foto.
Nota per me stessa: preparare un folder di immagini da dare in giro alla stampa. Mi servirebbe un giornalista. Od almeno un fotoreporter, un freelancer. Qualcuno a cui passare documenti, dati, da far trapelare. Senza che vi sia il mio nome dietro.
C'era quel ragazzetto di New London, una volta. Ricordo di avergli dato i miei recapiti. Non li ha mai usati. Detesto le persone prive di ambizione.
A tal proposito, devo trovare il modo di parlare con Marston prima della serata di gala. La reprise di danza sta andando piuttosto bene. Ho imparato un paio di lenti e qualche danza sociale. Le trovo molto più semplici dei lenti.
Sono schemi precisi, figure nette, ordinatamente geometriche e matematiche. Ripetizioni mnemoniche. Equilibri ritmici.
I lenti, invece, sono più incerti. Troppe variabili, coppie che non appartengono allo stesso quadro che devono coordinarsi in tempo reale. Ma, soprattutto, il fatto di essere "guidata".
Non capisco perché debba essere il Cavaliere a condurre la Dama. Apprezzo le gerarchie predefinite: danno la giusta responsabilità a chi deve averne. Ma non comprendo perché la gerarchia debba essere impostata senza una preventiva ed oggettiva valutazione delle capacità del singolo. Se avessi un pessimo cavaliere, farei una pessima figura per sua colpa, non mia. E' una gerarchia certa, quella della danza dei lenti, ma priva di supporti logici.
Comprendo, comunque, che la logica spesso esuli dai contesti mondani.
Non capisco perché i gossip abbiano voluto compararmi alla nuova Manager della Blue Sun Corporation. Non capisco perché abbiano scelto quella pessima foto.
Nota per me stessa: preparare un folder di immagini da dare in giro alla stampa. Mi servirebbe un giornalista. Od almeno un fotoreporter, un freelancer. Qualcuno a cui passare documenti, dati, da far trapelare. Senza che vi sia il mio nome dietro.
C'era quel ragazzetto di New London, una volta. Ricordo di avergli dato i miei recapiti. Non li ha mai usati. Detesto le persone prive di ambizione.
A tal proposito, devo trovare il modo di parlare con Marston prima della serata di gala. La reprise di danza sta andando piuttosto bene. Ho imparato un paio di lenti e qualche danza sociale. Le trovo molto più semplici dei lenti.
Sono schemi precisi, figure nette, ordinatamente geometriche e matematiche. Ripetizioni mnemoniche. Equilibri ritmici.
I lenti, invece, sono più incerti. Troppe variabili, coppie che non appartengono allo stesso quadro che devono coordinarsi in tempo reale. Ma, soprattutto, il fatto di essere "guidata".
Non capisco perché debba essere il Cavaliere a condurre la Dama. Apprezzo le gerarchie predefinite: danno la giusta responsabilità a chi deve averne. Ma non comprendo perché la gerarchia debba essere impostata senza una preventiva ed oggettiva valutazione delle capacità del singolo. Se avessi un pessimo cavaliere, farei una pessima figura per sua colpa, non mia. E' una gerarchia certa, quella della danza dei lenti, ma priva di supporti logici.
Comprendo, comunque, che la logica spesso esuli dai contesti mondani.
giovedì 19 gennaio 2012
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Quando Darius è stato allontanato da Hall Point, mi è sembrato un atto semplice, dovuto, obiettivo. Per qualche giorno, in ogni caso, ammetto che mi sia mancato. Mi mancava qualcuno con cui parlare liberamente di ogni singolo problema dello Skyplex e di ogni retroscena. Ma parliamo di lavoro, di scambi di opinioni. Di libertà di parola.
Quando sono partita da Horyzon per trasferirmi su Hall Point, pur sapendo che la mia famiglia avrebbe chiuso al porta di casa alla mia presenza, non ho avvertito vuoto. Anzi. Percepivo le potenzialità della mia iniziativa e sacrificare quel lascito non era un peso.
Quando Terezia mi ha detto che doveva toranre su Shylock, ho avvertito una punta di delusione, che non derivava da lei, ma dal fatto che ero consapevole che avrei percepito la sua assenza. L'efficienza di Hall Point ha perso un paio di punti percentuali senza di lei ed io ho meno persone fidate a cui delegare incarichi delicati.
Quando ho lasciato Lucas, non ho avvertito rimpianto. Forse un attimo di destabilizzazione nel dover riprogettare alcuni aspetti della mia vita da capo. Qualche volta, nei mesi successivi, ammetto di aver pensato di volerlo ancora tra le mie lenzuola.
Per questo, quando mi ha detto che lei era partita, dedideravo toccarlo, sfiorarlo soltanto. Ho veramente sentito l'impulso di tendere una mano e di cercare di percepire il Vuoto.
Ho allungato il braccio, ho posato le dita sulle sue. Sarebbe bastato un attimo.
Avrei capito cosa significava Assenza.
Avrei capito cosa significava Mancanza.
Avrei capito cosa significava Lontananza.
Ho ritratto la mano, senza chiedere al mio scherzo del destino di farmi capire quella sensazione.
"Se ne sarebbe accorto" è la scusa che mi sono data davanti alla mia scelta.
Ma mi sono ingannata per un attimo. Neppure io sono così brava da darla a bere a me stessa.
"Hai avuto paura" mi sono risposta per cercare di rimediare.
Eppure so che neppure questo è vero.
Quando sono partita da Horyzon per trasferirmi su Hall Point, pur sapendo che la mia famiglia avrebbe chiuso al porta di casa alla mia presenza, non ho avvertito vuoto. Anzi. Percepivo le potenzialità della mia iniziativa e sacrificare quel lascito non era un peso.
Quando Terezia mi ha detto che doveva toranre su Shylock, ho avvertito una punta di delusione, che non derivava da lei, ma dal fatto che ero consapevole che avrei percepito la sua assenza. L'efficienza di Hall Point ha perso un paio di punti percentuali senza di lei ed io ho meno persone fidate a cui delegare incarichi delicati.
Quando ho lasciato Lucas, non ho avvertito rimpianto. Forse un attimo di destabilizzazione nel dover riprogettare alcuni aspetti della mia vita da capo. Qualche volta, nei mesi successivi, ammetto di aver pensato di volerlo ancora tra le mie lenzuola.
Per questo, quando mi ha detto che lei era partita, dedideravo toccarlo, sfiorarlo soltanto. Ho veramente sentito l'impulso di tendere una mano e di cercare di percepire il Vuoto.
Ho allungato il braccio, ho posato le dita sulle sue. Sarebbe bastato un attimo.
Avrei capito cosa significava Assenza.
Avrei capito cosa significava Mancanza.
Avrei capito cosa significava Lontananza.
Ho ritratto la mano, senza chiedere al mio scherzo del destino di farmi capire quella sensazione.
"Se ne sarebbe accorto" è la scusa che mi sono data davanti alla mia scelta.
Ma mi sono ingannata per un attimo. Neppure io sono così brava da darla a bere a me stessa.
"Hai avuto paura" mi sono risposta per cercare di rimediare.
Eppure so che neppure questo è vero.
sabato 14 gennaio 2012
Vento Solare
Analizzare i dati, anche quelli che non conosci.
La matematica è la scienza dei dati, indipendentemente dalla loro natura. Una sequenza di numeri, che siano valori atomici, economici, biologici o di qualunque altra natura, resta una sequenza di numeri.
C'è una pace intima nei numeri, un profondo senso di ordine. Un 1 resta un 1 in ogni variabile dello stesso sistema di riferimento, seppur possa mutare in infinite sfumature in base al variare del sistema di riferimento. Ricordo che un tempo esisteva una credenza folkloristica chiamata "magia". Qualcosa di inspiegabilmente intangibile eppure esistente, più o meno.
Ecco... i numeri sono magia. Sono pilastri inossidabili in ogni loro variazione ed evoluzione. Sono certezze nell'incerto. Una volta costruita la base adatta, il calcolo è esatto. Sempre. Non vi è margine d'errore, se non nella costruzione della base e nell'imperfezione dell'uomo che svolge i calcoli. Ma i numeri, non sbagliano mai.
Voglio essere un Numero. Perfetto.
La matematica è la scienza dei dati, indipendentemente dalla loro natura. Una sequenza di numeri, che siano valori atomici, economici, biologici o di qualunque altra natura, resta una sequenza di numeri.
C'è una pace intima nei numeri, un profondo senso di ordine. Un 1 resta un 1 in ogni variabile dello stesso sistema di riferimento, seppur possa mutare in infinite sfumature in base al variare del sistema di riferimento. Ricordo che un tempo esisteva una credenza folkloristica chiamata "magia". Qualcosa di inspiegabilmente intangibile eppure esistente, più o meno.
Ecco... i numeri sono magia. Sono pilastri inossidabili in ogni loro variazione ed evoluzione. Sono certezze nell'incerto. Una volta costruita la base adatta, il calcolo è esatto. Sempre. Non vi è margine d'errore, se non nella costruzione della base e nell'imperfezione dell'uomo che svolge i calcoli. Ma i numeri, non sbagliano mai.
Voglio essere un Numero. Perfetto.
venerdì 13 gennaio 2012
Miserere
Questo è un miserere senza lacrime
Ho avuto paura di lui. In alcune occasioni. Timore, forse.
Diciamo che mi ha dato preoccupazioni.
Non quando ha tentato di uccidermi. Quegli accadimenti erano quasi banali, ordinari.
No. Mi inquietava quando restava in silenzio.
Lo immaginavo strisciare nella mia stazione, tra le mie paratie, alle mie spalle, tar i miei dati, i miei files, i miei uomini, i miei affari. Ho visto le sue mani dentro le ombre ed i suoi piedi calpestare i miei passi.
Ora, non c'è altro che un inutile cadavere di vecchio uomo. Inutile vecchio uomo.
Mi sento più fragile e più forte al tempo stesso.
Ho avuto paura di lui. In alcune occasioni. Timore, forse.
Diciamo che mi ha dato preoccupazioni.
Non quando ha tentato di uccidermi. Quegli accadimenti erano quasi banali, ordinari.
No. Mi inquietava quando restava in silenzio.
Lo immaginavo strisciare nella mia stazione, tra le mie paratie, alle mie spalle, tar i miei dati, i miei files, i miei uomini, i miei affari. Ho visto le sue mani dentro le ombre ed i suoi piedi calpestare i miei passi.
Ora, non c'è altro che un inutile cadavere di vecchio uomo. Inutile vecchio uomo.
Mi sento più fragile e più forte al tempo stesso.
domenica 8 gennaio 2012
La Chiave
"Potresti essere la chiave per risolvere la situazione"
E' ironico che ci sia solo una persona che mi considera La Chiave. Di una singola questione di cui forse ignoro ogni cosa. Non ne ho idea.
Eppure è la mia aspirazione. Essere una Chiave, un passpartout. Voglio avere le chiavi di ciò che accade, le serrature da aprire ed i fascoli da estrarre. La conoscenza è potere, il genere di potere che porta il denaro e che il denaro porta.
Ed io perseguo il potere, quindi, la conoscenza.
Ho compiuto un altro passo verso il potere, oggi.
Spero che sia profiquo, quanto non ho più voglia di sperare e inizio a voler pretendere.
E' ironico che ci sia solo una persona che mi considera La Chiave. Di una singola questione di cui forse ignoro ogni cosa. Non ne ho idea.
Eppure è la mia aspirazione. Essere una Chiave, un passpartout. Voglio avere le chiavi di ciò che accade, le serrature da aprire ed i fascoli da estrarre. La conoscenza è potere, il genere di potere che porta il denaro e che il denaro porta.
Ed io perseguo il potere, quindi, la conoscenza.
Ho compiuto un altro passo verso il potere, oggi.
Spero che sia profiquo, quanto non ho più voglia di sperare e inizio a voler pretendere.
sabato 7 gennaio 2012
Dust & Devils
Attentato di matrice indipendentista su Greenfield. Dicono di chiamarsi Dust Devils. Ci sono diavoli nella polvere, demoni dimenticati e sporchi che sputano fuoco sulla flotta alleata. Ed adesso gli Alleati li cercheranno. Si sentono colpiti, feriti, deboli. Arrabbiati.
Peccato, credevo che il caso Koroleva avrebbe voltato lo sguardo della flotta verso altri sistemi, per un po'. Peccato.
Il Black Oak Ranch non si fida della Blue Sun Corporation. Troppi esperimenti, troppe "cose strane". Di contro la Blue Sun Corporation "non si abbassa neppure a commentare i rancheri". Di sicuro, l'esperimento con il fertilizzante L1 non avrà mai più seguiti.
Ed io?
Io sono qui, ovunque, stazione sospesa lungo le rotte tra tre sistemi commerciali. Io stessa sospesa tra amicizie e contatti con chiunque.
Nel torbido, si pesca meglio.
Koroleva ed Albany non saranno sedati. Non ci sono i presupposti, ad oggi. La guerra sarà una ottima opportunità.
Non vedo polvere, lungo la mia strada. Ma solo diavoli.
Terezia dice che io sono il Diavolo e che lavorare per me è stringere patti per l'inferno.
Se è così, la via per l'inferno non è coperta di polvere, ma di denaro.
E di sorrisi.
Peccato, credevo che il caso Koroleva avrebbe voltato lo sguardo della flotta verso altri sistemi, per un po'. Peccato.
Il Black Oak Ranch non si fida della Blue Sun Corporation. Troppi esperimenti, troppe "cose strane". Di contro la Blue Sun Corporation "non si abbassa neppure a commentare i rancheri". Di sicuro, l'esperimento con il fertilizzante L1 non avrà mai più seguiti.
Ed io?
Io sono qui, ovunque, stazione sospesa lungo le rotte tra tre sistemi commerciali. Io stessa sospesa tra amicizie e contatti con chiunque.
Nel torbido, si pesca meglio.
Koroleva ed Albany non saranno sedati. Non ci sono i presupposti, ad oggi. La guerra sarà una ottima opportunità.
Non vedo polvere, lungo la mia strada. Ma solo diavoli.
Terezia dice che io sono il Diavolo e che lavorare per me è stringere patti per l'inferno.
Se è così, la via per l'inferno non è coperta di polvere, ma di denaro.
E di sorrisi.
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