Credo Blackbourne abbia frainteso. Suppongo pensi io mi senta l'Ape Regina di un alveare fluttuate nello spazio. Penso che questo sia quello che quasi tutti pensano di me. Oltre al fatto che io parli poco.
E con chi dovrei parlare? Con persone politicamente schierate che non compredono la differenza tra essere ovunque e non essere in nessun luogo? Con persone che credono io non sia un essere umano?
Amo parlare con Lui. E' stimolante, quanto da tempo non trovavo in giro. Come due studenti della stessa scuola sopravvissuti alle stesse interrogazioni degli stessi professori. Ma con Lui non parlerò mai, veramente.
Amo parlare con Il Combattente. Forse tra tutti è l'unica persona con cui possa essere veramente sincera, in ogni parola. Ma Il Combattente non parla la mia stessa lingua, lo vedo nei suoi occhi quando traduciamo l'un l'altra i nostri discorsi.
Amo parlare con L'Ingegnere. Anche se ogni tanto i fili dei nostri discorsi si perdono lungo la strada della discussione stessa, sebbene neppure con L'Ingegnere potrò mai parlare veramente.
E sorrido ripensando al Medico. E' divertente che l'niverso non si veda come lo vedo io, ma è interessante vedere che anche le arnie ce lo insegnerebbero, se sapessimo osservarle.
Mi piace anche parlare con la Bambina. Ma non è lo scambio che cerco, quello che ho con lei.
Blackbourne ha ragione. Io parlo poco. Smith ha ragione. Io parlo troppo poco.
Il punto è che non capiscono che è inutile parlare con chi non ha orecchie per ascoltare e che è inutile parlare quando si hanno orecchie per ascoltare.
Guarda quanto è perfetta la società delle api. Spietata e perfetta.
"E quello che vediamo noi, dall'esterno, è tanto lavoro e tanto miele"