giovedì 29 marzo 2012

Boomerang

Signor Gibbs,
le porgo le mie più sentite condoglianze, ancora una volta.
Ho provveduto a contattare l'Alleanza come sua mediatrice per avere informazioni precise riguardo le esequie di suo figlio.
Appena decideranno di rilasciare la salma, provvederò a pagare un trasporto su Berishan. Cercherò di partecipare al funerale, ma come avrà letto tra le news in questo momento la mia vita professionale è purtoppo molto intensa. Lascaire lo Skyplex potrebbe non essermi possibile, ma non tema che avrò sempre tempo per coadiuvarla in ogni pratica e procedura necessaria perché Ryan riceva sepoltura sul suo pianeta.
Sar

"Miss Winter?"
La voce mi distoglie dalla scrittura. Sollevo il capo senza accorgermi di avere una faccia infastidita. Ma mentre lo invito a parlare, il tono è modulato come sempre.
L'uomo della sicurezza richiude la porta alle sue spalle.
"Volevo solo dirle che Miss McCarty risulta partita..."
Annuisco e lo congedo. Una semplice informazione. Banale, quasi. Non c'era bisogno di darmela di persona. Torno all'holodeck. Metto le mani sulla tastiera. Devo riprendere la frase. Ma ho perso il filo.
Un secondo.
Due secondi.
Tre secondi.
Abbasso lo sguardo alle mie mani ferme. Tre secondi di vita inutilmente buttati. Mi alzo in piedi, senza fretta, mi dirigo al bar. Per la prima volta in vita mia, desidero fumare.
Percepisco la necessità di avere una sigaretta tra le dita. Per un attimo.
Una pausa. Un break al RoadHouse. Sì.
Chiudo il computer, esco dall'ufficio digitando i codici di sicurezza, mi avvio per i corridoi.
Mughain McCarty è partita. Credo tutti sia spettassero che la uccidessi o facessi uccidere. Lei stessa lo immaginava. Invece, la ho solo... mandata via. Lontana. Come un boomerang lanciato.
Ma non lo ha capito, non lo capisce.
Suppongo abbia ragione lei.
"Non si capisce mai quale sia il tuo punto di vista, non si sa cosa ti passi per la testa nel tuo muovere pedine su una scacchiera che vedi solo tu"
Muove pedine. Non ho mai pensato a me stessa in questo modo. Provo un senso di delusione nel pensare che questo lei pensi di me. Pedine. Che brutta parola.
Le persone non sono pedine, non possono esserlo per definizione in quanto volubili e dotate di arbitrio. Sono variabili non considerabili. Sono anomalie. Non possono essere pedine.
Le azioni sono pedine. Semplici, con causa ed effetto. Quelle sì. Ma Mughain McCarty non è una pedina e non avrebbe mai potuto esserlo.
Odio le pedine.
Persone manipolabili da me, possono essere un domani manipolate da altri. Persone inutili, semplici esecutori. Così si sentiva McCarty?
Ho fatto bene, dunque... a lanciare il boomerang.
Adesso non si sentirà più manipolata.
Adesso si sentirà libera.
Ed io continuerò ad essere la solita bastarda a cui non importa di niente e nessuno. E' giusto così. Non vi è nulla di malinconico o triste. E' obiettivo.
Raggiungo il bancone del RoadHouse. Il barman annuisce per prepararmi il solito. Il thé di metà mattina. Gli sorrido, lo interrompo con un gesto della mano, senza problemi.
"No, grazie... niente thé. Un caffé"