lunedì 19 dicembre 2011

Storia di Natale

Un appartamento nei sobborghi di Capital City. E' ben più che decoroso, sebbene ben lontano dai lussi del centro cittadino. Una casa grande, con stanze ampie e luminose, mobili sapientemente scelti da qualcuno con gusto estetico.
Come ogni anno, le feste di Natale vedranno la famiglia riunirsi nel salotto di quella casa, la più grande ed accogliente tra quelle di tutti i familiari. Non che tutti siano Cattolici. Anzi, la quasi totalità della famiglia è di credo Buddista, ma questo non significa che le tradizioni perdano valore. Al di là della credenza religiosa, Natale resta una occasione di riunione.
E' il momento in cui si riallacciano i contatti, si rivedono i parenti.
Maicol e Theresa si sono trasferiti da anni a New London per lavorare presso una compagnia di trasporti intra-sistemi. Non visitano Capital City che il giorno di Natale, per la cena a casa degli zii. Il loro primogenito Hugo oramai ha tre anni, inizierà a poter capire di trovarsi in un pianeta diverso.
Quest'anno, Theresa ha raggiunto Horyzon una settimana prima del marito, per aiutare con i preparativi. La zia Liza ha apprezzato molto il pensiero.
"Zia, dove tieni le candele?"
Liza sorride alla nipote, moglie di suo nipote, ma comunque oramai una di famiglia. Perché la famiglia, per lei, è una cosa importante "Quest'anno ci sarà anche la bambina di Lucy... l'anno scorso mi sono mancati molto..."
Theresa sorrire, mentre inizia a cercare le candele dove indicatole "L'anno scorso è stato il primo anno con una assenza..." un sospiro "...mi spiace, però. E' così bello avere un punto di riferimento annuale... è una tradizione che non avevamo nella mia famiglia..."
"Vedi, Theresa..." inizia la zia, con fare premuroso, mentre controlla il numero delle sedie preparate attorno al tavolo "...la famiglia è un valore importante, ma molti la limitano a padri e figli... mentre noi abbiamo la tradizione di considerare famiglia tutti i nostri parenti, tutto il nostro sangue... ed è molto, molto più difficile riuscire a tenere unito un gruppo così grande... Se non avessimo delle usanze, dei piccoli riti domestici... finiremmo per perderci..."
"E' una cosa... forte. Credo che Liam non sarebbe riuscito a risollevarsi se non avesse avuto voi"
"L'alcolismo e la depressione non sono certo colpa sua... Ha avuto un momento sfortunato, ma non potevamo lasciarlo solo a combatter la sua battaglia per cercare di tornare ad una vita normale..."
"So che adesso lavora con tuo fratello" commenta Theresa ricontrollando il centro tavola appena creato.
"Sì, è stato così carino da trovare un posto a mio nipote... così può anche tenerlo d'occhio e valutare i suoi progressi... Pare abbia anche uan fidanzata adesso..." sorride, zia Liza, felice del discorso, felice di avere una famiglia che si aiuta a vicenda. Poi termina il conto delle sedie e fa per toglierne una.
"Perchè?" chiede Theresa "Le ho contate, sono giuste"
"No, le ho contate... ne avanza una... Siamo in ventitre..."
"Ventiquattro, zia... guarda che Liam viene..."
"Lo so, l'ho contato"
Non esiste una lista scritta, non è mai esistita. Tutto sempre fatto a mente, dalle donne di casa, per abitudine, anno dopo anno. Le due iniziano a ripercorrere la lista degli invitati, cioè dei parenti, per capire dove sia l'errore e quale delle due stia sbagliando.
"Aspetta, zia..." si arrende Theresa "...chiamo Donna e chiedo conferma... è sempre stata lei la migliore negli elenchi..." sospira.
"Donna?" Liza si fa perplessa, per poi sorridere alla nipote "Donna non sarà alla cena di Natale... quindi probabilmente avevi contato questa sedia per lei..." problema risolto. Liza si avvia a portare via la seduta superflua, lasciando Theresa alla sua aria interrogativa.
"Donna non viene? Ha avuto problemi?"
"Cara... non sai che adesso lavora su un Skyplex?" risponde premurosa la zia dalla stanza accanto, mentre deposita la sedia inutile ad una scrivania.
"Troppo lavoro? Non è da lei non riuscire ad organizzarsi per essere libera a Natale..."
Non è un segreto che Theresa abbia sempre ammirato la sua cugina acquisita. Liza lo sa benissimo. Non è minimamente sorpresa.
"Thereza... Donna non è stata inviata alla cena di Natale... non vorrai far sedere tuo figlio accanto ad una trafficante di merci illegali, vero?" dolcemente premurosa.
Theresa non capisce, non riesce a capire.
"Ma è tua figlia..." le esce di bocca.
C'è qualcosa che le stride nel ragionamento della Zia. Nel concetto di Famiglia, nel carattere che le riconosce ed in quello che sta dicendo.
"E voi siete i miei nipoti. Ed i figli dei miei nipoti. Ed io di certo non vi metterò nella stessa stanza di una criminale, neppure se ha la fedina penale virtualmente pulita" ferma, ma con serena consapevolezza di non dover imporre la propria opinione.
E' così. Punto. Non serve discutere ulteriormente.




Richard si congeda dopo l'ultimo briefing. Un cenno del capo per salutare l'Head e dirigersi alla porta, per poi voltarsi verso di lei colto da un pensiero "Donna... dove passerà il Natale? Devo organizzare un volo per Horyzon?"
Lei solleva lo sguardo dal deck per guardarlo mentre le parla. Con la sua solita aria tranquilla, scuote il capo "No, grazie... non festeggio il Natale... sono Buddista..." aggiunge un sorriso sull'ultima frase, a metà tra una battuta ed una spiegazione.
L'uomo della sicurezza annuisce e lascia la stanza, mentre lei torna serenamente al lavoro.
E' così. Punto. Non serve discutere ulteriormente.