giovedì 3 novembre 2011

Lui (io)

Ciao Ektor,
ti scrivo dandoti del tu una lettera senza carta e penna, che non esisterà mai né mai leggerai. Mi scopro ogni giorno a pensare a te. Ma non c'è niente di romantico in tutto questo.
Sono diventata una anomalia genetica. Proprio come te. Ma tu lo hai scelto... io no. Ho subito qualcosa che non volevo e sto ancora combattendoci contro. Eppure non sono scappata, né mi sono suicidata. Ho avuto le mie crisi, ma sono ancora qui.
Mi avevi promesso una pallottola in fronte al reverendo Randolph. Ma non hai sparato tu il colpo, che comunque ho ottenuto lo stesso. Pare tu dovessi andare là sotto copertura, per indagare, come hai negato a me il permesso di fare. Pare comunque che tu non abbia raccolto abbastanza informazioni per fermarli, dopo tutte le informazioni che io ti ho regalato su di loro. Forse avrei dovuto lasciarti andare su Albany a perdere tempo.
Volevi un trattato tra Marina ed Hall Point ed in un certo qual modo ne avevamo messo uno in piedi... finché tu non hai deciso di lasciare perdere tutto e mi hai lasciata sola... con Gibbs. Una Diplomatica ed un Guerriero. Io me lo mangio a colazione, quello... se lui non mi spara prima. Ed adesso dovrà essere lui a pagare il conto di tutte le tue consumazioni, Ektor... e so già che sarà la fine di ogni barlume di collaborazione che abbiamo avuto sino ad adesso.
Penso a te ogni giorno. Ogni mattina, prima di alzarsi. Ogni sera, prima di addormentarmi.
Penso a quanto sono dannatamente più forte di te.
Volevi cambiare il mondo. Ammiraglio, politico, chissà che altro. Non sei riuscito a cambiare te stesso.
Volevo cambiare la mia vita. Horyzon, Hall Point, chissà che altro. Io cambierò il mondo.

Grazie.